San Giuseppe Jato, un chiosco in p.zza Giovanni Paolo II per allontanare i vandali, è polemica

È polemica sulla concessione a privati di piazza Giovanni Paolo II per l’installazione di un chiosco da adibire a bar. Ad annunciare il progetto a fine dicembre era stato il sindaco Rosario Agostaro. E nella piazzetta recintata è stato affisso dieci giorni fa il divieto di accesso per «ragioni di decoro urbano e pubblica sicurezza». L’area, che si trova a monte di via Vittorio Emanuele III, era divenuta da tempo luogo di atti vandalici e bravate alcoliche. Un mese fa divenne teatro perfino di un pestaggio. Di qui la decisione di inibirne l’i n g re s s o con un’ordinanza sindacale che prevede multe da 250 euro per i trasgressori. Ma già prima dell’aggressione la giunta comunale aveva votato un atto di indirizzo per affidare la gestione della villetta ai privati. In tutto 790 metri quadri. Il bando, pubblicato nei giorni scorsi, prevede l’installazione di un chiosco-bar per la vendita di bevande e alimenti. Una struttura di 50 metri quadri, a cui si aggiunge un eventuale portico da 80 metri. Non sono però previste opere in muratura. La concessione avrà validità per dieci anni. L’importo a base d’asta al rialzo è di 300 euro l’anno. A partecipare potranno essere società, associazioni, cooperative, ma anche singoli cittadini titolari di un’altra concessione per la somministrazione di bevande e alimenti. Per partecipare alla manifestazione di interesse c’è tempo fino al 7 febbraio. Ma intanto in paese la decisione fa già discutere. A contestare la procedura di affidamento è l’ex sindaco Giuseppe Siviglia. E lo fa con una nota a firma della sua lista civica: «L’av – viso pubblico risulta essere difforme da quanto deliberato dalla giunta comunale che non parlava di bar, ma solo di somministrazione di alimenti e bevande». L’indice di Siviglia è puntato anche contro il mancato coinvolgimento del Consiglio comunale: «Considerato che stiamo parlando della concessione di bene patrimoniale a lungo termine, andava modificato e approvato in Consiglio il piano di valorizzazione, che è parte integrante del bilancio di previsione. E serviva anche un apposito regolamento per l’istallazione di chioschi». Per l’ex primo cittadino anche la manifestazione di interesse sarebbe «discutibile» per «l’assenza del capitolato speciale d’appalto necessario per la giusta ed equa valutazione delle eventuali offerte da parte dei soggetti economici partecipant i». E sul mancato coinvolgimento dell’assise cittadina Siviglia dà uno stoccata anche alla minoranza che, «seppur autorevolmente rappresentata, distrattamente non reclama le proprie funzioni su competenze del consiglio comunale». E al presidente Giovanni Marino «che di norme e di leggi dovrebbe essere ferrato». Ma non è solo l’ex sindaco a storcere il naso. «Non è previsto un divieto di somministrazione di alcolici. E in meno di 300 metri ci sono già più di dieci locali. È come voler spegnere il fuoco con secchiate di benzina», fa notare Maurizio Costanza, un rappresentante dei genitori. «Si tratta solo di un avviso esplorativo – replica il sindaco Agostaro -. Il bando con i requisiti e dettagli verrà presentato successivamente e non prevederà vendita di alcolici». A criticare la privatizzazione della piazzetta è anche l’ex assessore Gioacchino Lo Giudice.

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