Carini, sopralluogo per recuperare la Chiesa Maria SS. degli Angeli ai Cappuccini (Video)

Recuperare la Chiesa Maria Santissima degli Angeli ai Cappuccini i locali annessi. E’ questo l’obiettivo che il sindaco di Carini Giovì Monteleone e l’arciprete Don Giacomo Sgroi si sono prefissati per restituire al quartiere e all’intera comunità l’importante Santuario che ospita, tra le pregevoli opere d’arte, anche un dipinto della Vergine Maria realizzato dall’artista Zoppo di Gangi. Da molti anni, il luogo di culto è inagibile a seguito di uno smottamento provocato dal dissesto geologico che ha interessato parte della via Curreri. Tecnici della Prefettura di Palermo, della Soprintendenza ai Beni Culturali e dell’ente locale ed un geologo, hanno già effettuato un primo sopralluogo alla presenza del Rettore della Chiesa e dell’amministrazione comunale, allo scopo di verificarne le condizioni e valutare la possibilità di avviare un progetto per la messa in sicurezza sia del Santuario che di un’ala del sito che, se recuperato, verrebbe utilizzato per finalità sociali; in particolare, l’idea è quella di creare un doposcuola per i bambini della zona, le cui famiglie non hanno le possibilità economiche per garantirglielo.  Le origini della chiesa Maria Santissima degli Angeli   risalgono al ‘500, quando il Principe La Grua diede in concessione ai Cappuccini un appezzamento di terreno adiacente al preesistente convento. Nel corso dell’800 la chiesa gli venne tolta per essere ceduta al Comune di Carini che acconsenti  a celebrarvi ugualmente le sacre funzioni all’interno.  Il luogo divenne ufficialmente Santuario negli anni a seguire il secondo conflitto mondiale. Ormai di proprietà dello Stato, la chiesa si presenta con una forma e uno stile molto semplice:  la pianta è a singola navata , con cappelle laterali rivestite in legno intagliato. Da ammirare un Crocifisso ligneo, opera del cappuccino Fra’ Benedetto Valenza che nel 1737  eseguì anche la decorazione rococò della cappella che lo accoglie e in cui sono incastonati piccoli reliquiari.

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