12 Aprile 2021

Castellammare del Golfo, prete invita donne vittime di abusi a non denunciare

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Avrebbe minimizzato la violenza domestica e inneggiato il premier ungherese Orban, dichiarandosi antiabortista, antieuropeista, e anti legge contro l’omofobia e la misoginia.

Affermazioni che Mons. Michele Crociata, ex parroco di Balata di Baida, frazione di Castellammare del Golfo ed ex docente di lettere in pensione, avrebbe esternato sui social.

Il prelato avrebbe addirittura invitato le donne a non denunciare abusi e violenze, definendo “esagerato” il post con il quale una giornalista le incoraggiava a chiamare il 1522 per denunciare le vessazioni subite.

“Tra marito e moglie può capitare”, avrebbe scritto il prelato. La vicenda ha immediatamente fatto il giro del web e scatenato anche reazioni politiche.

“Forse il Monsignore Antonio Michele Crociata non comprende bene la gravità delle sue parole sulla violenza di genere e domestica – afferma la senatrice siciliana del M5S Cinzia Leone- si tratta di un fenomeno diffuso, che distrugge la psiche di tantissime persone ogni giorno. L’uscita di Crociata sarebbe solo ridicola se non si trattasse, appunto, di un Monsignore, che, evidentemente mostra di essere del tutto alieno rispetto alle vere criticità della nostra società. Il suo atteggiamento dispregiativo e superficiale verso i presidi a tutela delle donne – prosegue Leone – primo fra tutti quello del 1522, e di tutto il prezioso lavoro degli operatori che vi gravitano è pericoloso e inaccettabile. Nel nostro Paese troppo a lungo si è radicata una cultura che giustifica un ruolo sottomesso delle donne al capofamiglia. E anche questo ha contribuito a rendere invisibile la violenza domestica. Ma il Monsignore – conclude la senatrice Jato a Cinzia Leone che è anche vicepresidente della commissione d’inchiesta sul femminicidio – a quale concilio Vaticano è rimasto bloccato”?

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