Cadaveri trovati nella diga Garcia: potrebbero essere dei Maiorana

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I resti di due persone, con accanto una corda e un cubo di cemento, sono affiorati dalle acque della diga Garcia, in territorio di Contessa Entellina. Sarebbe accaduto a fine novembre quando il livello dell’acqua si era abbassato per le scarse precipitazioni,  ma la notizia è stata resa nota solo ora.

Secondo gli investigatori della direzione distrettuale antimafia, che stanno cercando di risalire all’identità dei due, i corpi sarebbero rimasti sul fondo della diga almeno da una decina di anni. Non è stato possibile ancora accertarne il sesso e neppure l’età: il Ris dei carabinieri sta provando a estrarre il dna dalle ossa per confrontarlo con quello di persone scomparse negli ultimi anni.

Gli inquirenti avrebbero l’intenzione di comparare il codice genetico dei resti con quello degli imprenditori Antionio e Stefano Maiorana, padre e figlio scomparsi il 3 agosto del 2007 dal cantiere edile di Isola delle Femmine in cui stavano realizzando degli immobili.

Di recente la procura aveva presentato una nuova richiesta di archiviazione sulla loro scomparsa, dopo ulteriori indagini disposte dal gip Marco Gaeta in seguito all’opposizione della famiglia degli imprenditori.

Nel tempo sono stati ipotizzati  non solo due responsabili per la morte dei Maiorana, il costruttore Francesco Paolo Alamia (ormai deceduto) e Giuseppe Di Maggio, figlio del boss di Torretta, Lorenzo, ma anche un possibile movente.

Antonio Maiorana avrebbe ricattato Alamia con un filmino a luci rosse, per fargli cedere le quote di due società che avevano realizzato alcuni immobili ad Isola delle Femmine. L’auto di padre e figlio venne ritrovata nel parcheggio dell’aeroporto “Falcone Borsellino”, probabilmente per simulare un loro allontanamento volontario. I corpi dei due imprenditori, visti per l’ultima volta in un cantiere di Isola delle Femmine, in cui stavano lavorando, non sono mai stati trovati. Dalle indagini emerse che i due non avevano preso alcun volo. Da allora sono state seguite diverse piste, con tanto di alcuni falsi avvistamenti in Spagna. Adesso la comparazione del loro dna con quello dei resti ritrovati nell’invaso potrebbero dare una svolta all’inchiesta.

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