Partinico, distilleria Bertolino: “ridicole le contestazioni avanzate dagli ambientalisti”

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 “Le motivazioni avanzate in questo documento sono ridicole. Vorrei ricordare che in questa distilleria è stato installato dal Comune il Toc, un macchinario in grado di registrare tutti i valori degli scarichi che vengono giornalmente registrati e archiviati. Se ci fosse un solo parametro fuori norma sarebbe quindi tutto messo nero su bianco”. A dichiararlo è Antonina Bertolino, titolare della distilleria più grande di Europa che ha sede in viale dei Platani a Partinico, dopo la richiesta sottoscritta da 55 firmatari tra parlamentari, associazioni ambientaliste ma anche e soprattutto semplici cittadini per chiedere alla Commissione Prefettizia che guida il comune, maggiori controlli sull’opificio che, durante il periodo della vendemmia, opera a pieno regime. “Dovrebbero andare a cercare altrove le motivazioni dell’inquinamento di alcuni corsi d’acqua – aggiunge la Bertolino –  Inoltre, come attestato da Comune e Arpa, le vinacce vanno coperte solo alla conclusione della lavorazione, in quanto è stato acclarato – conclude – che non si può tecnicamente fare con le operazioni in corso».   I firmatari del documento, infatti, chiedono non solo di    accertare   la regolarità della procedura attuata dall’azienda nello stoccaggio delle vinacce, ma soprattutto la regolarità di tutte le autorizzazioni necessarie per il funzionamento della distilleria e più specificatamente quelle relative allo scarico dei reflui nel torrente Puddastri e quello dell’emissione dei fumi in atmosfera. Torna a tenere banco, quindi, la questione ambientale legata alla presenza in città della distilleria Bertolino. Da anni si trascina una battaglia tra la stessa e le associazioni ambientaliste.   Nel 2013 venne sottoscritto un protocollo d’intesa tra il Comune e la titolare dell’azienda, Antonina Bertolino, per la delocalizzazione  dell’industria dall’attuale sito alla zona periferica di contrada Bosco-Sant’Anna; un provvedimento fortemente contestato per vari motivi urbanistici ad oggi ancora al palo.

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