Partinico, arriva la relazione con i motivi dello scioglimento del comune per mafia

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Notificata agli ormai ex Consiglieri Comunali di Partinico la relazione integrale del Prefetto di Palermo sullo scioglimento delle cariche elettive dell’ente locale per infiltrazioni mafiose. Dalla stessa, colma di omissis relativamente a consiglieri e amministratori citati, emerge il nome del soggetto ritenuto organico alla mafia che, nel luglio del 2018, poche settimane dopo l’elezione del sindaco Maurizio De Luca, avrebbe tentato di orientare l’elezione del presidente del Consiglio Comunale. Si tratterebbe di Antonino Primavera, detto Nino, un 52enne ritenuto uomo d’onore di Cosa Nostra avendo già scontato una condanna definitiva per associazione mafiosa. Lo stesso, come rivelato da un’intercettazione, sarebbe stato contattato da un Consigliere Comunale appena eletto per segnalargli il comportamento litigioso di un collega d’aula da richiamare per superare la lotta intestina in corso per l’elezione del vertice dell’assise e scongiurare una spaccatura nella maggioranza.

Gli investigatori avrebbero poi accertato, sempre grazie ad una intercettazione, che Primavera avrebbe incontrato il consigliere e lo avrebbe rimproverato per il suo comportamento. Si tratterebbe di un Consigliere Comunale che avrebbe alle spalle una serie di precedenti di polizia registrati tra gli anni 80 e. 90, tra cui oltraggio a pubblico ufficiale, associazione a delinquere finalizzata alla truffa, detenzione illegale di munizioni, emissioni di assegni a vuoto e una condanna a 4 mesi di reclusione, pena sospesa, per il reato di “disobbedienza”. Inoltre, lo stesso, sarebbe stato in contatto con personaggi vicini alla mafia dei Vitale-Fardazza.

Nella relazione del Prefetto di Palermo che ha indotto il Consiglio dei Ministri a sciogliere il comune di Partinico per infiltrazioni mafiose, si fa riferimento anche al Consigliere Comunale Vito Alessio Di Trapani di 42 anni, su cui pende il rinvio a giudizio nell’ambito dell’operazione «Game over» in cui è stata sgominata un’organizzazione dedita al mondo delle scommesse sportive illecite. “Sebbene non sia stato imputato del reato associativo mafioso – scrive il prefetto nella relazione – l’indagine ha consentito di accertare l’esistenza di rapporti e cointeressenze economiche tra Vio Alessio Di Trapani ed esponenti appartenenti alla consorteria mafiosa”.

Sui contenuti della relazione arrivano le prime reazioni.

“È una sconfitta di tutti – commenta l’uscente vicepresidente del Consiglio Erasmo Briganò – perché ciò che viene fuori da questa relazione è che all’interno del Comune c’è chi è riuscito a condizionare bandi, appalti e altro ancora. Essere messi tutti noi consiglieri nel calderone di questo scioglimento fa male, spero che si faccia chiarezza sui soggetti che hanno effettivamente causato questo drastico provvedimento”.

“Se questo scioglimento serve a ripristinare la legalità dentro il palazzo di città – commenta invece l’ex presidente del Consiglio Comunale di Partinico Silvana Italiano – che ben venga”.

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