San Giuseppe Jato, il comune non dovrà versare 3 mln di € a società fallita

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Il Comune di San Giuseppe Jato non dovrà versare neanche un centesimo nelle casse dell’Alto Belice Ambiente spa. La fallita società dell’Ato Palermo 2, che per nove anni si è occupata della raccolta dei rifiuti, rivendicava un credito di 3 milioni e 337 mila euro. Il Comune lo ha però confutato, rivendicando a sua volta un credito di un milione mezzo di euro. Il contenzioso si è concluso nei giorni scorsi. E la curatela fallimentare, affidata all’avvocato Cristina Bonomonte, ha comunicato al giudice fallimentare che non ci sarà alcuna azione di recupero delle somme. Una buona notizia per le finanze del Comune jatino. «Ci siamo impegnati – sottolinea il sindaco Rosario Agostaro – perché saremmo stati davvero in grosse difficoltà». Fondamentale sono stati i numerosi incontri tra le parti e la documentazione raccolta dal 2005 al 2014. Così come i provvedimenti adottati dalle due precedenti amministrazioni guidate da Giuseppe Siviglia e Davide Licari. Dalla situazione patrimoniale depositata agli atti della società era emerso un credito di 3.337.292 euro. Così nel gennaio del 2017 il curatore fallimentare inviò una diffida al Comune. Che con un atto extragiudiziale ha però respinto tutti gli importi richiesti. Sono stati –infatti- contestati i mancati servizi e documentati i pagamenti sussidiari delle fatture. In pratica il Comune, per garantire derattizzazione e disinfestazione, fu costretta a rivolgersi ad altre ditte. Vantando così dei crediti da opporre in compensazione. Tra i servizi non garantiti dall’Ato c’erano anche lo spazzamento delle strade urbane e la pulizia delle contrade. Nel corsodegli anni, l’Alto Belice Ambiente aveva inoltre addebitato a San Giuseppe Jato i costi per il servizio svolto nei territori limitrofi, ma appartenenti a Monreale. Per questo, nel settembre del 2009, il Comune fece sapere alla società che avrebbe ridotto i pagamenti del 30 per cento. Dal credito vantato vanno inoltre defalcate anche le trattenute di 584 mila euro che la Regione fece al Comune per la restituzione di un finanziamento in favore dell’Alto Belice Ambiente. U n’eventuale azione giudiziaria avrebbe quindi esposto la società già fallita al rischio di ulteriori costi. Di qui la decisione di non procedere. Costituita nel 2002 ed entrata in funzione nel 2005, l’Ato 2 gestiva il servizio di raccolta e smaltimento in 17 comuni del Palermitano. Da Monreale a Giuliana e da Corleone a Camporeale: mille e 500 chilometri quadrati con 117 mila abitanti. Una gestione che il 22 dicembre del 2014 si è conclusa con una sentenza di fallimento. In Tribunale si stanno ancora valutando eventuali responsabilità da parte di chi gestì il “c a r roz – zo n e ”. Già nel primo anno di attività l’organico della società passò –infatti- da 120 a 244 dipendenti. Diventati due anni dopo 297.

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