Terrasini, il relitto del Nuova Iside resterà in fondo al mare?

Proseguono le analisi nei laboratori chimici dei Ris di Messina dei reperti acquisiti del Motopesca Nuova Iside e delle tracce prelevate dalla petroliera Vulcanello. A giorni sia la Procura di Palermo che, i periti di parte interessati alle indagini, riceveranno i risultati.

Intanto, a causa della profondità del posto e degli elevati costi generati da una tale operazione, sarà molto difficile che il peschereccio venga recuperato, a meno che non sarà la Procura di Palermo ad ordinare di farla riemergere per completare il quadro probatorio dell’inchiesta sulla presunta collisione avvenuta con il bastimento.

Individuata a 1400 metri di profondità a circa 30 miglia a nord da Palermo ed esplorata dai mezzi tecnologici del cacciamine Numana della Marina Militare, la Nuova Iside potrebbe essere destinata a restare in fondo al mare.

Oltre ad un video di pochi secondi, diffuso qualche ora dopo il rinvenimento, su ciò che hanno filmato le telecamere del robot sottomarino inviato ad esplorare il relitto, vige il massimo riserbo.

Eppure, la famiglia del comandante Vito Lo Iacono, unico disperso dell’equipaggio del peschereccio della marineria di Terrasini affondato il 12 maggio scorso, è convinta che quel relitto possa ancora custodire i suoi resti.

La madre di Vito Lo Iacono, Rosalba Cracchiolo non riesce ad accettare l’eventualità che l’imbarcazione possa restare tra gli abissi, non può rassegnarsi all’idea di non poter riavere il corpo del figlio per dargli degna sepoltura. E’ certa che, come ogni capitano coraggioso, Vito non abbia abbandonato il suo “gioiello” e che quella maledetta notte siano sprofondati insieme.

Attraverso il suo legale, Aldo Ruffino, la donna ha formalmente chiesto alla Procura della Repubblica e a tutte le altre autorità preposte il recupero del relitto. Cosciente che la propria richiesta possa restare inascoltata, si appella alle istituzioni affinché attraverso i loro canali politici possano sensibilizzare chi di competenza a procedere in tal senso.

Quello di Rosalba Cracchiolo è l’appello di una madre disperata che, per la tragedia del Nuova Iside ha già sepolto il marito Matteo e pianto anche per la fine del loro cugino Giuseppe che, in questa vita ha lasciato moglie e quattro figli.

 Sulla Tragedia della Nuova Iside, sotto inchiesta al momento ci sono 4 persone per omicidio colposo e omissione di soccorso. Si tratta del comandante della petroliera, dell’armatore della società Augusta Due del gruppo Mednav e di due ufficiali in servizio in plancia. Saranno interrogati solo al termine delle verifiche tecniche in corso. Il procuratore aggiunto di Palermo Ennio Petrigni ed il sostituto Vincenzo Amico, sostengono che attraverso il radar è emerso che le due imbarcazioni siano entrate in rotta di collisione e vi è il sospetto che al momento dell’incidente nella sala comandi non ci fosse nessuno a vigilare. Da un primo esame della scatola nera della Vulcanello non si sentono voci registrate. Particolare ambiguo visto che nel momento in cui il radar avverte sulla rotta la presenza di un’altra imbarcazione le comunicazioni di servizio dovrebbero essere inevitabili e ripetute. Ed invece solo silenzio intervallato da rumori e rallentamento di velocità intorno alle 23,00, fascia oraria in cui si sarebbe persa ogni traccia del Nuova Iside. Per trovare segni della collisione i carabinieri del Ris hanno prelevato una ventina di reperti dalla chiglia della petroliera Vulcanello finita sotto sequestro nel porto di Augusta. Saranno pure confrontati con lo smalto con cui è stato ridipinto il peschereccio Nuova Iside. Smalto che è stato consegnato agli investigatori dai familiari delle vittime del naufragio. I Pm, comunque,  non si sentono di escludere neanche l’ipotesi che, il passaggio della petroliera possa aver generato un’onda anomala che  può aver fatto capovolgere e affondare la Nuova Iside. Se così fosse, sotto il profilo delle responsabilità, ciò non scagionerebbe comunque i quattro indagati accusati di omicidio colposo e omissione di soccorso.

 

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