Partinico, ai domiciliari fratelli Mattina, per il riesame “non volevano uccidere” Intravaia

Concessi gli arresti domiciliari ad Alessandro e Antonino Mattina, i due fratelli di Partinico di 32 e 24 anni,  accusati di tentato omicidio ai danni di Paolo Intravaia. La decisione è del tribunale del riesame dopo aver visionato un video privo di audio, registrato dalla spycam di un negozio, in cu si vede una donna con una bimba in braccio che non si capisce – come scrive il giornale di Sicilia – se tenta di mettere la buona o inveisca contro Intravaia che, dopo   che i suoi aggressori   lo bloccano, riceve un colpo di legno in testa che lo stramazza al suolo privo di sensi. Immagini che la difesa ha utilizzato per chiedere e ottenere la revoca della custodia cautelare in carcere dei propri assistiti, in quanto i due non avevano intenzione di uccidere. Le lesioni della vittima, fortunatamente, sono risultate meno gravi di quanto previsto. Paolo Intravaia, 39 anni, se l’è cavata con 30 giorni di prognosi.  Tutto è sorto a seguito di una lite avvenuta l’8 giugno scorso. Antonino Mattina ha colpito il rivale con un ciocco di legna, mentre il fratello Alessandro era intervenuto a mani nude e, una terza persona, amico di Intravaia, avrebbe cercato di dividere i litiganti. L’avvocato Cinzia Pecoraro ha insistito sulla dinamica che – a suo dire –  escluderebbe il tentativo di uccidere. Dal video emergerebbe che  Alessandro Mattina, dall’espressione preoccupata, avrebbe prestato soccorso al giovane per terra, tentando di rianimarlo e prendendo anche  una bottiglia d’acqua, mentre il fratello Antonino avrebbe fatto nervosamente avanti e indietro intorno alla vittima. L’aggressione subita da Paolo Intravaia, sarebbe stata conseguenza delle botte che la vittima  avrebbe dato ad un loro zio, Sergio Mattina, di 46 anni, compagno della madre di Intravaia, pure lui ricoverato in ospedale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.