Terrasini, fece prostituire disabile: confermata in appello condanna a 7 anni

  La prima sezione della corte d’assise d’appello ha confermato la  condanna a sette anni nei confronti di Giovanni Romano, accusato di  maltrattamenti, sequestro e induzione alla prostituzione della sua compagna disabile di Terrasini, oggi trentunenne. I giudici hanno confermato la sentenza del 16 luglio scorso: non ci fu riduzione in schiavitù (accusa caduta già davanti al tribunale del riesame e poi in assise) e viene ribadito, per adesso, l’obbligo di dimora a Terrasini, il paese in cui avvenne la violenza nei confronti della ex convivente dell’imputato, che oggi ha 55 anni. Scarcerato dopo pochi giorni in cella, nel marzo 2017, Romano – che ha definitivamente schivato la pesantissima richiesta di condanna di primo grado, 18 anni – potrà ora fare ricorso in Cassazione. Se ne occuperà, dopo il deposito della motivazione da parte del collegio presieduto da Mario Fontana, l’avvocato Elena Gallo. La vittima era parte civile, con l’assistenza dell’avvocato Ilenia Alongi. Originario delle Marche ma da tempo residente a Terrasini, Romano avrebbe picchiato, tenuta chiusa in casa e fatto prostituire la sua compagna, che aveva un lieve ritardo mentale, tenendola segregata a disposizione di clienti che arrivavano dal paese ma anche da Partinico e Cinisi.  

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