Terrasini, marineria in trepidazione per un corpo senza vita rinvenuto in mare in Calabria

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La capitaneria di porto di Gioia Tauro insieme ai al gruppo dei sommozzatori dei Vigili del fuoco hanno recuperato in un tratto di mare, davanti alla costa di San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria, un corpo in avanzato stato di decomposizione, presumibilmente di un marittimo.

Sul posto anche i carabinieri della locale stazione. La notizia ha messo in trepidazione la marineria di Terrasini e i familiari di Vito Lo Iacono, il comandante disperso della Nuova Iside affondata il 12 maggio scorso durante una battuta di pesca al largo di Capo San Vito e di cui da quella sera proseguono ininterrottamente le ricerche.

Solo ieri, la Marina Italiana con l’equipaggio e i mezzi del cacciamine Numana sono riusciti ad individuare il relitto che, si trova a 1.400 metri di profondità a circa 30 miglia a nord da Palermo e, lunedì è prevista l’ispezione interna del motopesca in cui, si è ipotizzato in quest’ultimo mese, puo’ essere rimasto incastrato il comandante.

La notizia di questo rinvenimento a San Ferdinando, adesso, alimenta ulteriori speranze, ma nello stesso tempo paure ed angoscie. Per la madre della vittima, Rosalba Cracchiolo che, nel naufragio della Nuova Iside ha perso pure il marito Matteo Lo Iacono, ritrovare il corpo dell’amato congiunto è ciò che le preme più di ogni altra cosa, per avere dei resti su cui piangere, per dargli degna sepoltura e cercare di somatizzare i gravi lutti che hanno distrutto parte della sua famiglia.

È impossibile, al momento, per le autorità marittime intervenute a San Ferdinando, ipotizzare che possa trattarsi della stessa vittima di cui si è persa ogni traccia la sera del naufragio su cui la Procura della Repubblica ha avviato un inchiesta e iscritto 4 persone nel registro degli indagati. Le condizioni del cadavere rinvenuto in mare, non consentirebbero in alcun modo il riconoscimento visivo. Il corpo senza vita è in pessime condizioni, per la lunga permanenza in mare. Solo l’esame del dna potrà’ accertare l’identità del corpo recuperato, grazie alla segnalazione di alcuni bagnanti che lo hanno avvistato.

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