Carini, domani messa in suffragio delle vittime del disastro aereo di Montagna Longa del 1972

L’arciprete di Carini, Mons. Giacomo Sgroi, domani alle ore 17,00, celebrerà in diretta Facebook una Santa Messa in suffragio delle vittime della strage aerea di Montagna Longa.

Nell’incidente avvenuto la sera del 5 maggio 1972, alle 22,24, persero la vita 115 persone, tra passeggeri ed equipaggio a bordo del Dc 8 Alitalia che si schiantò sulla montagna tra Cinisi e Carini. Il velivolo della compagnia italiana classe 43, costruito nel ‘61, portava 108 passeggeri più 7 uomini di equipaggio e proveniva da Roma. Da quel tragico impatto non si salvò nessuno, lasciando affranti 98 orfani e 50 vedove. Era stato il più grande disastro nella storia dell’aviazione civile italiana. Non tutte le vittime poterono essere identificate. Quasi tutti stavano tornando a casa per votare: era l’ultima sera di campagna elettorale per le elezioni politiche.

Ad oggi restano un mistero le cause del disastro che, da subito, le autorità tentarono di archiviare come incidente provocato da errore umano commesso dai piloti, ma da 48 anni i familiari sono ancora alla ricerca della verità, per il forte sospetto che si sia trattato di un attentato, sia per via di alcune testimonianze che per il fondato sospetto che su quell’aereo fosse stata piazzata una bomba.

A bordo dell’aereo c’erano personaggi noti: il regista Franco Indovina e il presidente del Tribunale di Palermo, Ignazio Alcamo, che qualche giorno prima aveva spedito al confino la moglie di Totò Riina, un noto costruttore palermitano e il figlio dell’allora allenatore della Juventus, Cestmyr Vycpaleck. Ma anche la giornalista Angela Fais, che da giorni stava approfondendo il tema delle trame “neofasciste” in Sicilia.

Nonostante il tentativo di due anni fa dei familiari delle vittime di far riaprire il caso, tutto rimane avvolto in un grande alone di mistero.

L’anno successivo alla strage, venne eretta sul posto una grande croce, quale simbolo prezioso tra il cielo e la terra e, su cui sono incisi i nomi di tutte le 115 vittime. Ormai rappresenta l’unica testimonianza esistente del disastro aereo, in segno di fede e di resurrezione per le vittime e, di speranza per i familiari e la comunità carinese.

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