Gio. Apr 9th, 2020

Capaci, firmati atti per “commissione inchiesta” e “cittadinanza onoraria a Liliana Segre”

La richiesta per l’istituzione di una commissione di inchiesta per individuare e condannare i colpevoli di un omicidio e il conferimento della cittadinanza onoraria al Senatore Liliana Segre. Sono gli ultimi atti firmati dal sindaco di Capaci Pietro Puccio. Nel primo caso, il primo cittadino di Capaci, si è rivolto a tutti i parlamentari eletti nella provincia di Palermo, chiedendo loro  di farsi promotori dell’istituzione di un’apposita  commissione di inchiesta per far luce sull’assassinio del Sindaco Angelo Vassallo, primo cittadino di Pollica, nel Cilento, ucciso il 5 settembre del 2010 ad Acciaroli. Da anni, il fratello Dario Vassallo, Presidente della Fondazione dedicata al congiunto, comunemente denominato “sindaco pescatore”, svolge una costante eduzione alla legalità nelle scuole di tutta Italia e indaga affinchè venga fatta luce sull’omicidio. Proprio nei giorni scorsi, Le Iene, hanno offerto nuovi spunti investigativi sul caso. “A nome dei cittadini che rappresento – scrive Pietro Puccio nella nota – chiedo ai parlamentari che contribuiscano a far trionfare la giustizia”.  Il sindaco di Capaci inoltre, nel voler lanciare  un segnale forte ed inequivocabile per contrastare la “mentalità di odio, di rifiuto e di non accoglienza che si sta diffondendo in maniera preoccupante, favorendo individui che agiscono aderendo a ideologie violente e razziste”, ha deliberato con la sua Giunta la volontà di conferire la cittadinanza onoraria al Senatore Liliana Segre, in quanto “la sua storia, la sua esperienza, le sue azioni di alto valore a vantaggio della Nazione e dell’Umanità intera contro l’indifferenza della gente, che oggi come allora rischia di metterci davanti a violazioni dei diritti umani, sono le giuste ragioni per ritenerla parte integrante della nostra comunità”. Per il sindaco Pietro Puccio, si tratta di un atto concreto per esprimerle solidarietà  per i vili attacchi subiti  e per ringraziarla per avere dato voce alle decine di migliaia di italiani, vittime delle leggi razziali naziste, a cui fu disconosciuta la condizione naturale di essere umani, colpevoli soltanto di essere nati, privati dei più elementari diritti, sottoposti a quella dura persecuzione che produsse la Shoah italiana, il cui esito fu la negazione della libertà personale, della dignità del corpo e dell’anima e infine della vita stessa.

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