Ven. Feb 28th, 2020

Terrasini, truffe all’Inps. Due arresti e 33 denunce. (Video)

Percepivano mensilmente la pensione di invalidità come paralitici o non vedenti, ma se ne andavano tranquillamente in giro in auto, si scatenavano a ballare in locali o  feste private e i falsi ciechi leggevano tranquillamente la posta ricevuta. L’ennesima truffa, quella scoperta dai finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo. L’inchiesta, coordinata dalla Procura è emersa grazie alla denuncia di un uomo che voleva vendicarsi dell’ex moglie, falsa invalida, facendo nomi e spiegando agli investigatori le procedure seguite dai vertici dell’organizzazione. Le fiamme gialle hanno così’ smascherato dodici falsi invalidi scoperti nella provincia di Palermo e, fatto luce sulla rete di complicità messa in atto da due insospettabili: il pensionato 56enne di Terrasini Antonino Randazzo che è finito in manette  e, il suo più stretto collaboratore, Filippo Accardo, 49 anni, di Camporeale, responsabile di un Caf a Terrasini, sottoposto agli arresti domiciliari. 33 gli indagati a piede libero nell’inchiesta portata a termine dai finanzieri, tra cui medici generici e specialisti, componenti delle commissioni dell’Asp, impiegati dell’Inps e responsabili di Caf finiti nella lista degli investigatori del “Gruppo Tutela mercato beni e servizi”. Tra i falsi invalidi che avrebbero percepito indebitamente la pensione sotto accusa sono finiti Grazia Nolfo, Fara Bartolotta, Pietro Costanzo, Angela Saitta, Maria Cucchiara, Giuseppa Lo Sardo e Rosa Leone. Tutti sarebbero stati in possesso di  certificati considerati falsi e rilasciati presumibilmente dai medici, alcuni di famiglia e altri specialisti, tra cui Gaetano Maria Pitarresi, Salvatore Villa, Alessandro Sciabbica, Loredana Sutera, Carmelo Spina, Antonino Galdino, Michele Lumetta, Pasquale Rodolico e Corrado Cugno Garrano. All’organizzazione della truffa avrebbero anche partecipato Francesco Arnone, Elena Maniaci, Giuseppe Sapienza e Andrea Prussiano. I certificati, successivamente veniviano inviati all’Inps, tramite i patronati di Filippo Accardo ed Elisabetta Cusumano.

Ognuno di loro aveva un ruolo ben preciso: dal procacciatore di pazienti all’addetto ai certificati. Le indagini hanno fatto emergere la strategia utilizzata negli anni dall’organizzazione e, le intercettazioni disposte dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Francesca Mazzocco hanno svelato il giro d’affari: “Sono come una prostituta”, diceva l’organizzatore del giro, che adesso risponde di truffa ai danni dello Stato, truffa aggravata per il conseguimento di contributi pubblici, falsità ideologica e traffico di influenze illecite. Si vantava: “E’ purtroppo per virtù. L’importante è che non sono conosciuto per quello che fa male cose alle persone”. E ancora: “Io ho le mani in pasta ovunque”. Lo stesso Antonino Randazzo aveva una pensione di invalidità, ottenuta nel 2008, per un presunto incidente sul lavoro avuto nel 1991.  Nella sua abitazione, nel corso delle perquisizioni, i finanzieri hanno rinvenuto ben 62 mila euro in contanti che gli sono stati sequestrati.  In un altro dialogo, Randazzo rassicurava un altro falso invalido: “Quel medico è cosa nostra, come dicevano gli antichi”. A un medico complice diceva invece di confezionare un falso certificato ben fatto: “Fallo bello pesante, queste carogne l’ultima volta l’hanno rigettato”. Il colonnello Gianluca Angelini,   comandante del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo, dice che “la banda era solita attestare che l’invalido non poteva spostarsi da casa, perché costretto a letto, evitando così la visita della commissione collegiale. Avendo  la possibilità di avere notizie privilegiate, gli indagati preparavano poi il “candidato” su come poter agevolmente “passare” la visita di controllo (farsi trovare a letto, far aprire la porta da familiari, evidenziare incapacità a deambulare, con luce e TV spenta). Ai beneficiari delle pensioni di invalidità taroccate, a  liquidazione ottenuta, il servizio ricevuto costava le prime dodici mensilità generalmente contenuti negli arretrati erogati. Nei confronti di Antonino Randazzo e Filippo Accardo, la Guardia di Finanza ha disposto anche  il sequestro di 100.000 euro,  pari al profitto illecito quantificato al momento. Le indagini, infatti proseguono, grazie anche alla collaborazione dell’Inps. L’operazione “IGEA”, cosi’ denominata dai finanzieri per ricordare la divinità greca della salute che, nell’antichità veniva invocata per la guarigione, prevede ulteriori sviluppi. Le fiamme gialle sarebbero già sulle tracce di altri analoghi casi su cui far luce.  

Guarda il video delle intercettazioni.

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