Mer. Apr 8th, 2020

Partinico, omicidio Bifara: chiesta la scarcerazione di Leonardo Celestre

 Chiesta  la revoca della misura cautelare disposta dalla Procura nei confronti del partinicese Leonardo Celestre, l’operaio 51enne attualmente in carcere per l’omicidio dell’amante della moglie, Nicolò Bifara, falegname di 46 anni,  ucciso il 28 luglio dello scorso anno. La richiesta, come scrive oggi il Giornale di Sicilia,  è stata avanzata dall’avvocato di Celestre, Cinzia Pecoraro, sulla base di alcune incongruenze venute fuori nella fase istruttoria del procedimento giudiziario che vede imputato il suo assistito che sarà processato col rito abbreviato dal Gup Giuliano Castiglia, il quale dovrà pronunciarsi in merito. La difesa di Leonardo Celestre evidenzia il fatto che, le perizie di parte stilate nell’ambito delle consulenze tecniche eseguite sul caso, quella criminologica e quella balistica, smentirebbero gli esiti degli accertamenti effettuati dalla polizia in fase di indagine, con il coordinamento del pm Renza Cescon. Secondo l’avvocato Cinzia Pecoraro la scena del crimine sarebbe diversa rispetto a quella rappresentata dagli investigatori, i tempi non coincidono, i testimoni non confermano le dichiarazioni del supertestimone, emergono dubbi su colui che avrebbe assistito all’omicidio e sull’arma sequestrate non sarebbe stata eseguita la perizia balistica. Dettagli che, per la difesa di Celestre, fanno emergere il “mancato rispetto di alcune norme dirette ad assicurarne la genunità”. La richiesta di Cinzia Pecoraro, però si scontra con la scelta iniziale di Celestre di essere processato con il rito abbreviato, così come aveva deciso il legale che l’aveva preceduta, il che significa che in aula si decide sulla base degli atti già in possesso. Eventuali nuovi esiti di indagini e testimonianze possono essere ammessi solo se ritenuti indispensabili, quindi non è escluso che possano essere respinti. La difesa di Celestre, però evidenzia che nonostante ci sia la testimonianza di Michele Oliveri, un amico che ha detto di essere con Bifara nel momento in cui venne ucciso e che avrebbe visto Celestre sparare, il proprio assistito non ha mai ammesso o confessato i fatti di cui è accusato. Peraltro, Oliveri, avrebbe riferito tempi incompatibili con le risultanze obiettive e con le affermazioni di altri testimoni. Avrebbe detto, per esempio,  di essersi trovato con una donna di passaggio, quando Celestre gli sarebbe passato davanti, a bordo della propria auto, a delitto avvenuto. Dettaglio non confermato dalla teste. Inoltre, altre tre persone, avrebbero visto Bifara da solo,  la mattina del 28 luglio dell’anno scorso,  in orari in cui l’uomo, poi assassinato, secondo Oliveri  sarebbe stato insieme a lui. Resta forte il movente che vede incriminare Celestre, dato che la propria moglie aveva una relazione con Bifara. Leonardo Celestre, secondo l’accusa, avrebbe agito per gelosia. In base alla ricostruzione degli investigatori, Celestre, quella mattina , furioso per la tresca appena scoperta, si recò armato in contrada Margi Sottana, nei pressi della Sp2, dove la vittima custodiva un cavallo. Giunto sul posto gli avrebbe sparato contro con una pistola calibro 9×21, 10 colpi di cui solo 3 ferirono mortalmente la vittima.   

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