Gio. Apr 9th, 2020

Giardinello, aiuto psicologico per il figlio di Ana offerto dal centro antiviolenza Diana

Dopo la dichiarazione di costituzione di parte civile da parte dell’associazione Cotulevi (contro tutte le violenze) nel processo all’assassino di Ana, la ragazza di 30 anni, barbaramente uccisa dall’amante , ieri il centro antiviolenza «Diana» di Partinico che fa parte della stessa Cotulevi, per voce della sua presidente l’av vo c a t o Francesca Salvia, si è dichiarato disponibile ad offrire un supporto Un percorso che vuole coinvolgere pure la madre adottiva della giovane psicologico alla famiglia di Ana, tramite la figura specialistica dell’organismo, per accompagnarla e sostenerla in questo doloroso percorso di elaborazione del grave lutto che l’ha colpita. «Il nostro pensiero- dice la presidente Salvia – và soprattutto al bambino di appena 11 anni, figlio di Ana, che con la perdita improvvisa e drammatica della madre, ha subito il più violento dei traumi e ai nonni che si ritrovano a dovergli fare da genitori in un momento tanto doloroso, nel quale, forse, non hanno la forza per farlo. L’ uccisione di una donna, per mano di un uomo, genera a catena altre vittime, così dette «vittime collaterali e silenziose»: sono madri, sorelle, fratelli, figli. A loro restano soltanto i giorni dopo». L’ effetto domino del femminicidio sui figli è davvero devastante, in quanto lo stress causato dal trauma può sviluppare disturbi psicosomatici di vario genere e di diversa intensità se non adeguatamente supportati. «Lo scopo nel nostro intervento di supporto alla famiglia di Ana – aggiunge Salvia – è anche quello di indicare che la tragedia che sta affrontando ha profonde radici culturali e sociali. Si è in presenza di un atteggiamento diffuso, oscuro che va combattuto a tutti i livelli, a partire dalle scuole per sfatare pregiudizi e stereotipi che spesso sono l’anticamera della violenza». L’avvocato Salvia ribadendo la vicinanza alla famiglia della povera Ana, tiene a precisare: «Il nostro centro antiviolenza con le sue figure professionali specialistiche e giuridiche intende offrire un concreto aiuto ai familiari della vittima». «Quindi – conclude – un plauso va al comando dei carabinieri che con competenza, solerzia e dedizione hanno condotto le indagini».

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