Alcamo, conferita la cittadinanza onoraria a Fra’ Tonino Bono

Il sindaco di Alcamo Domenico Surdi ha conferito la cittadinanza onoraria al sacerdote trapanese  Padre Antonino Bono che, per circa 8 anni, ha svolto la sua attività pastorale in città. L’importante riconoscimento è stato consegnato al Centro Congressi Marconi nel corso di una seduta straordinaria del Consiglio Comunale di Alcamo presieduto da Baldo Mancuso. Una cerimonia con una grande partecipazione della cittadinanza, intervenuta assieme alle autorità civili e militari, per il profondo affetto ed una sincera stima nutriti nei confronti di  Padre Tonino, a cui tutti riconoscono  straordinarie qualità umane e grande fede al punto di lasciare tra i fedeli un segno indelebile. La cittadinanza onoraria a DonTonino è stata conferita a seguito della richiesta del Presidente dell’Associazione Sclerosi Multipla del Sacro Cuore di Alcamo, Luca Scalisi che, nel suo intervento, ha messo in evidenza il servizio pastorale del prelato reso alla collettività ed in particolare ai fedeli della Parrocchia Santa Maria del Gesù e dei due monasteri delle Sorelle Povere di Santa Chiara, nonché per essere stato guida spirituale dell’associazione. Il presidente Scalisi, ha fatto dono a Padre Tonino di una targa proprio per mettere in rilievo il suo operato all’interno dell’Associazione, con la sua parola penetrante e talvolta dura ma sempre dritta al cuore ed attenta alle problematiche del quotidiano. Scalisi ha ringraziato l’Amministrazione comunale di Alcamo per aver accolto la sua richiesta, permettendo così alla Città di fregiarsi di un concittadino notevole. “E’ stato un momento di commozione – ha detto il sindaco Domenico Surdi – perché la capacità di dialogo e la grande sensibilità di Padre Tonino hanno toccato profondamente gli alcamesi”- Il presidente del Consiglio Comunale Baldo Mancuso ha elevato lo spirito francescano di Fra Tonino, da sempre al servizio degli altri”.Frà Tonino ha ringraziato tutti i presenti, in particolare i frati di Santa Maria con cui ha condiviso la vita ad Alcamo, perché lo spirito della Fraternità insieme alla possibilità di conoscere e sperimentare la dimensione del Malato, strumento per incontrare Cristo, sono stati per la sua Fede i principi cardine del suo operato alcamese.

 

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