San Giuseppe Jato, blitz e apposti i sigilli in un centro scommesse illegale

Sigilli dei carabinieri nel punto internet di via Stazzone a San Giuseppe Jato. Il controllo dei militari è scattato nei giorni scorsi insieme agli ispettori dell’agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Durante i controlli sarebbero emerse, infatti, attività legate alle scommesse sportive per le quali servono apposite autorizzazioni. Che nel centro di ricariche erano assenti. Di qui la chiusura ed è il sequestro preventivo dei locali e delle apparecchiature. Provvedimento che è stato successivamente convalidato dal giudice. La titolare è inoltre indagata per esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse. L’esercizio commerciale, di recente apertura, sorge tra l’altro a pochi metri dalla locale caserma dei carabinieri in via Stazzone, la stradina che collega corso Umberto I con via Giuseppe Garibaldi. Analoghi controlli erano stati eseguiti nei giorni scorsi anche a Partinico, dove è invece intervenuta la polizia. Le verifiche rientrano nell’ambito dei controlli integrati del territorio, disposti dalla questura di Palermo e coordinati dal commissariato di polizia di Partinico con la collaborazione dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli di Palermo e del reparto prevenzione crimine del capoluogo. Sono così scattate sanzioni per complessivi 52 mila euro nei confronti di quattro titolari di altrettante agenzie partinicesi. I controlli hanno interessato un centro scommesse in via Taranto, uno di via Principe Umberto e due in viale Aldo Moro. Sotto sequestro sono finiti le apparecchiature e i videoterminali destinati a forme di gioco non rispondenti alle prescritte caratteristiche. A San Giuseppe Jato invece, nei mesi scorsi, i controlli dei carabinieri avevano portato alla chiusura per dieci giorni di due bar di Piazza Falcone e Borsellino. I provvedimento del questore erano stati eseguiti al termine delle attività ispettive condotta dai carabinieri della locale stazione. Due locali erano diventati abituale ritrovo per soggetti pregiudicati e persone già sottoposte a provvedimenti restrittivi della libertà personale per reati di varia natura e reati contro il patrimonio.  

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