Mer. Giu 3rd, 2020

San Cipirello, ieri l’ultimo saluto a Nunzio Agnello, ucciso sabato scorso

Erano un centinaio per l’ultimo saluto a Nunzio Agnello, il quarantunenne trovato morto sabato mattina all’alba in via IV novembre. A celebrare il funerale nella chiesa madre del paese don Giuseppe La Franca: “Preghiamo – ha detto – affinché le forze dell’ordine scoprano i colpevoli di questo delitto efferato e per dare pace all’anima di Nunzio”. L’arciprete ricorda come San Cipirello sia una piccola cittadina dove fatti di questo tipo dovrebbero colpire l’intera comunità. Eppure non erano in tanti i Sancipirellesi venuti alle esequie funebri. E non bastano come attenuanti il caldo e l’orario della funzione iniziata alle 3 del pomeriggio. Tra gli assenti anche l’amministrazione comunale, finora rimasta in silenzio. L’unico presente era l’assessore Vincenzo Randazzo, che però con Nunzio aveva rapporti di amicizia: il quarantunenne era solito –infatti- frequentare e collaborare con la sua agenzia assicurativa. Assenti erano anche i presunti soci occulti di Agnello, titolare da due anni di una impresa edile in mano ad un imprenditore residente a Partinico ed un altro uomo di Camporeale. Sembra che Agnello fosse un prestanome e che la ditta fosse coinvolta nella fornitura di alcuni appalti. Due settimane prima della morte, l’uomo era stato fermato a Palermo, davanti un ufficio postale, per un tentativo di truffa. Ad accompagnarlo c’erano altri due uomini. I tre sono stavano tentando di accedere ad un finanziamento senza nessuna reale copertura. Ieri, all’uscita dalla chiesa, la gente ha tributato un applauso al feretro con dentro quel corpo fragile e martoriato. In tanti chiedono che sia fatta giustizia: “Quello che gli hanno fatto non può rimanere impunito”, commentano ad alta voce due donne. L’ipotesi più accreditata è che il quarantunenne sia stato ucciso di botte e poi lasciato davanti l’immobile disabitato di proprietà della sua famiglia. Dopo aver conseguito un diploma all’istituto d’arte, Nunzio era disoccupato da anni, ma percepiva una pensione da 280 euro. Da tutti conosciuto col nome di Marzio, frequentava spesso la parrocchia. E giovedì, giorno della sua scomparsa, era stato in chiesa per offrire il pane durante la messa in onore di Sant’Antonio. Poi, dopo essere tornato a casa, ha ricevuto una telefonata ed è uscito. Sabato all’alba il ritrovamento del corpo. “Abbiamo sentito il fratello urlare”, raccontano i vicini. Martedì sera è stata eseguita l’autopsia sul cadavere che presentava lesioni alla fronte, al volto e alle braccia, compatibili con delle percosse ricevute. Ma per gli esiti delle analisi necroscopiche, disposte dalla Procura di Palermo, bisognerà attendere. Sembrano comunque pochi i dubbi sulla matrice violenta del decesso, per il quale si cercano i colpevoli ed il movente. Le indagini, coordinate dalla Procura di Palermo, sono condotte dai carabinieri della compagnia di Monreale. Gli inquirenti stanno seguendo diverse piste. E nei giorni scorsi sono stati sentiti i familiari e i presunti soci di Agnello.

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