Mer. Apr 8th, 2020

Maxi sequestro di beni ad imprenditore di Misilmeri

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermohanno sequestrato tre imprese, oltre che 66 immobili, fra cui una villa con piscina, appartamenti e terreni, 19 auto, 36 rapporti bancari e 5 polizze vita, per un valore di quasi 21 milioni di euro all’imprenditore Pietro Formoso, sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno e con precedenti penali per reati contro il patrimonio e la persona. Più collaboratori di giustizia lo hanno sempre indicato come ‘uomo d’onore’ della famiglia mafiosa di Misilmeri, legato da stretti vincoli di amicizia all’ex capo del mandamento Benedetto Spera. Formoso, avrebbe accumulato una fortuna grazie al traffico di droga. Il 5 aprile di quest’anno, Pietro Formoso è stato arrestato dalla Finanza e dai carabinieri per “associazione a delinquere di tipo mafioso”, al termine di indagini coordinate dalla Dda di Palermo. Le investigazioni del Gico e della procura hanno accertato che per salvare il suo patrimonio, Formoso si è avvalso di più prestanomi ai quali ha intestato le aziende che si occupano di commercio di carni e quella attiva nel comparto delle vendite di fabbricati e terreni, oltre che un vastissimo patrimonio immobiliare e finanziario. Le aziende sequestrate nel settore delle carni sono la ditta individuale Zar Carni a la Zar Carni srl, intestate formalmente a Stefano Zarcone. Ma Formoso avrebbe esercitato la propria influenza sulle dinamiche imprenditoriali anche attraverso il proprio figlio Antonio (detto Alessandro), formalmente assunto come dipendente con mansioni di contabile. Le analisi documentali hanno accertato l’inserimento delle aziende – che sembravano essere piccole realtà economiche ormai in grave crisi – nel novero delle imprese vicine a Cosa nostra. Sul versante immobiliare è stata sequestrata la Arcuri Immobiliare, intestata a Davide Arcuri, anche lui ritenuto un prestanome di Formoso. Le tre società sottoposte a sequestro si occupavano di commercio di carni e di vendita di immobi e terreni e sono state già affidate ad un amministratore giudiziario nominato dal tribunale che già da oggi le gestisce.

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