Mer. Apr 8th, 2020

Capaci, aumenta di € 0,40 al Kg il prezzo del pane, ieri polemiche per un errore

Per un errore, ieri mattina, i capacioti si sono ritrovati a dover pagare il pane a 2,80 al chilo. Un rincaro pari ad 80 centesimi apportato sul prezzo di vendita del bene primario da alcuni panifici del luogo. Le lamentele dei consumatori non si sono fatte attendere e, non appena sparsa la voce, persino il sindaco di Capaci, Sebastiano Napoli, è intervenuto con una nota per esprimere il proprio dissenso su questa scelta non condivisa. In realtà, per via dei continui aumenti dei costi delle materie prime e del servizio di energia elettrica che alimenta gran parte dei forni del territorio, la sezione provinciale della Fippa, federazione italiana panificatori e pasticceri, lo scorso 12 gennaio aveva inviato una nota al Comune di Capaci per informare il primo cittadino che a decorrere dalla data di ieri, il prezzo del pane sarebbe stato lievemente ritoccato. Ma l’aumento di 80 centesimi al chilo, non è apparso ai consumatori come un lieve rincaro. Anzi. Nel giro di poche ore la notizia ha fatto il giro del paese ed alcuni cittadini hanno additato la Giunta Napoli di esserne responsabile. In realtà , il Comune, non ha alcuna competenza nella determinazione del prezzo del pane che viene stabilito, in autonomia, dai commercianti del settore che, in effetti si erano accordati, con la federazione di categoria, a variare la vendita da 2 euro a 2 euro e 40 centesimi al chilo. Ed è questo il prezzo che da oggi è stato esposto in tutti i panifici di Capaci, compresi in quelli che ieri, a quanto sembra per un errore, l’hanno venduto a 2 euro e 80 centesimi. Quindi, i consumatori che quotidianamente pagavano uno sfilatino di circa 250 grammi a 50 centesimi, da oggi lo acquisteranno a 60 centesimi e non a 70, così come erroneamente venduto ieri in qualche forno. “Purtroppo – dice Francesca Paola Bosco panificatrice del luogo – qualche collega ha sbagliato e si è già scusato con la clientela – pagare un quartino solo 10 centesimi in più, e non 20, rispetto a prima, ci sembra un aumento equo alle esigenze dei consumatori ed utile per affrontare le problematiche del nostro settore”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.