Cinisi ricorda Peppino Impastato a 39 anni dalla sua morte (Video)

Sono trascorsi 39 anni, da quel 9 maggio del 1978 in cui la mafia, con una carica di tritolo, fece saltare in aria Peppino Impastato, il militante di democrazia proletaria, simbolo indiscusso della lotta contro Cosa Nostra.

Anche quest’anno, la famiglia, ha voluto ricordarlo nel casolare in cui venne barbaramente assassinato sol perché osava deridere il boss del paese, Gaetano Badalamenti, attraverso i microfoni di radio aut, da cui denunciava satiricamente gli intrecci tra mafia e politica e i loro sporchi affari.

A ricordarne la figura, alla presenza di molte scolaresche, oltre al fratello di Peppino, Giovanni Impastato, l’assessore regionale ai beni culturali Carlo Vermiglio, il sindaco di Cinisi, Giangiacomo Palazzolo, il presidente dell’associazione a lui dedicata Carlo Bommarito.

La commemorazione, che precede la marcia da Radio Aut a Casa Badalamenti, bene quest’ultimo, confiscato al boss locale ed oggi utilizzato ai fini sociali, è stata occasione per lamentare nuovamente il fatto che, il casolare in cui venne ucciso Peppino Impastato, continui a restare in mano a privati. Da anni la famiglia chiede alle istituzioni la sua acquisizione, per lasciare aperto tutto l’anno il luogo di memoria, ma ad oggi, gli impegni assunti in passato dai politici di turno, non sono mai stati mantenuti.

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