Corleone, arriva lo scioglimento del Comune per sospette infiltrazioni mafiose

Su proposta del ministro dell’Interno Angelino Alfano, il consiglio dei Ministri ha sciolto per mafia il comune di Corleone.

Il caso era già approdato lo scorso gennaio nella commissione Antimafia della Regione. Qui il sindaco Leoluchina Savona aveva messo a verbale la propria preoccupazione per il ritorno in paese di alcuni soggetti legati ai clan.

Da un inchiesta della procura di Palermo, sfociata poi nell’operazione Grande Passo, emerse anche come i reggenti del clan mafioso chiesero un incontro con il sindaco, grazie all’amicizia che avrebbe legato uno degli arrestati con il fratello della prima cittadina.

L’incontro sarebbe avvenuto il 3 settembre del 2014 e, sarebbe stato stato fissato perché alcuni degli uomini coinvolti dall’operazione antimafia puntavano a prendere in affitto uno stabilimento caseario di proprietà del comune.

Eletta nel 2012 alla guida della città, Savona è considerata un sindaco antimafia: dall’inchiesta della procura di Palermo non emerge alcuna consapevolezza sul ruolo degli uomini incontrati allo stabilimento di proprietà del comune, e il primo cittadino non è quindi tra gli indagati. Intervistata a caldo dalla Adnkronos ha detto che lo scioglimento per mafia si abbatte come “un macigno” sul suo paese: “Il nome che questa città si porta dietro è pesante di per sé”. E poi contrattacca: “C’è stato un accanimento politico molto potente nei miei confronti – dice -. Le persone oneste sono scomode. Non si è fatto in passato uno scioglimento per mafia, non lo si è fatto neanche ai tempi di Ciancimino e si è fatto ora che c’è una persona onesta”.

“È accaduto l’inevitabile, ma io non sono contento. Per colpa di amministratori incapaci di resistere alle collusioni con la mafia, la città di Corleone è stata ricacciata indietro di trent’anni”. Così il responsabile legalità della Cgil di Palermo ed ex segretario della Camera del lavoro di Corleone, Dino Paternostro, commenta lo scioglimento per mafia del comune di Corleone. “Questo è un momento doloroso per i tanti cittadini onesti di Corleone, che non hanno nulla da spartire con la mafia e i mafiosi – aggiunge – Ma serve comunque a fare chiarezza. Chi ha sbagliato deve pagare duramente. Da parte nostra ci impegneremo per ricostruire a Corleone un fronte degli onesti, che lavori per una ripartenza della nostra città, fondata sui valori di legalità e giustizia sociale”.

“Quello che è accaduto al Comune di Corleone, purtroppo, non stupisce: è il triste esito di una vicenda che era apparsa fin dall’inizio difficilmente recuperabile”. Lo dice Fausto Raciti, segretario regionale del Partito Democratico in Sicilia.
“Poche settimane fa – aggiunge Raciti – eravamo a Corleone insieme al responsabile nazionale Giustizia del Partito Democratico David Ermini per esprimere vicinanza ai consiglieri comunali PD che in quelle ore si stavano dimettendo, proprio a rimarcare la percezione di una situazione che stava irrimediabilmente sfuggendo di mano all’amministrazione ed al consiglio comunale”. “Ci auguriamo – conclude Raciti – che Corleone possa superare presto questa nuova difficile pagina ed avere un’amministrazione ed un consiglio comunale degni della sua storia migliore”.

“Lo scioglimento del comune di Corleone è un fatto grave e doloroso. La responsabilità di chi ha riportato Cosa nostra a colludere con l’attività amministrativa è imperdonabile”. Lo dice il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione parlamentare antimafia. “Dopo le stragi del 1992/93 – aggiunge – Corleone ha fatto un cammino, al di là delle appartenenze, di reale liberazione dalla cultura mafiosa, di crescita sociale, civile ed economica. Ci sono stati momenti in cui l’opinione pubblica ha applaudito Corleone. La presenza di tre Presidenti della Repubblica ne sono una reale e significativa testimonianza”. “Le famiglie dei Grizzaffi, Gariffo, Lo Bue, Di Miceli, Spatafora legate ai Riina, Provenzano e Bagarella – continua Lumia – non pensino di strumentalizzare questo momento di difficoltà”. “Adesso – conclude Lumia – la risposta che bisogna dare deve essere rigorosa e democratica. Bisogna riprendere con più energia e impegno il cammino interrotto. Lo Stato vada oltre l’approccio burocratico al commissariamento. La comunità di Corleone sia messa nelle condizioni di reagire per continuare a costruire la legalità e lo sviluppo”.

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