Cinisi, assolto titolare di un distributore di benzina

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Accusato di essere prestanome di un boss, è stato assolto per mancanza di riscontri.
Protagonista della vicenda è il gestore di un impianto di distribuzione di benzina a Cinisi, Armando Aneli. La Procura aveva chiesto la condanna a due anni e sei mesi con l’accusa di intestazione fittizia di beni e la confisca dell’ impianto per un valore di circa di due milioni. Come riporta il Giornale di Sicilia, secondo la ricostruzione dei
magistrati il distributore di carburanti, era rinducibile a Santo Randazzo, ritenuto vicino a Cosa nostra perchè condannato nel 1998 come fiancheggiatore di Gaspare Spatuzza della cosea di Brancaccio. Le intercettazioni avevano lasciato ipotizzare una vicinanza tra i due: Randazzo in particolare era stato visto spesso alla cassa del bar
del distributore. Nelle telefonate inoltre era emersa la necessità di trovare un insospettabile incesurato.
Il distributore così era stato sottoposto temporamente a sequestro preventivo dalla Guardia di Finanza. Oggi è pienamente in funzione. L’indagine coordinata dal pm Vania Contrafatto, oggi assessore regionale, era scaturita da un altra inchiesta che riguardava distributori di benzina taroccati.
Il gup Giangaspare Camerini ha giudicato con il rito abbreviato e assolto Armando Aneli, difeso dagli avvocati Vincenzo Lo Re e Antonino Gottuso. Il pm valuterà se fare ricorso.

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