Giardinello. Corse clandestine tra auto, ricorso in appello per il giovane monteleprino

Ricorrerà in appello, F.S., il giovane di Montelepre accusato di aver partecipato ad una corsa clandestina nella quale perse la vita Giuseppe Caruso.

Ad annunciarlo è il suo legale, Giuseppe Amato, che considera “eccessiva e ingiusta la pena”. La sentenza emessa dal gup del tribunale di Palermo Guglielmo Nicastro ha condananto il giovane a quattro anni di reclusione, la revoca della patente e l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.

La pena è stata sospesa. F.S., infatti è a piede libero in attesa degli ulteriori gradi del processo. Immediatamente esecutivo invece il risarcimento complessivo di 30,000 euro nei confronti dei familiari di Giuseppe Caruso, parti civili al processo, difesi dall’avvocato Pietro Licari.

La morte del ragazzo di Giardinello sarebbe stata causata da uno scellerato gioco tra ragazzi: una corsa clandestina tra autovetture nella notte tra il 31 ottobre e il primo novembre 2010 su un tratto della provinciale 1 bis che collega lo svincolo autostradale di Montelepre all’ingresso di Giardinello. La tragedia avvenne in contrada Costa Mandorla, nel territorio di Carini.

Giuseppe Caruso, 20 anni, muratore, era alla guida di una Fiat Punto Sporting. I carabinieri che intervennero sul luogo dell’incidente verificarono che il conta chilometri, che si era fermato per il forte impatto, segnava la velocità di 150 chilometri orari.

Il mio assistito – dichiara ancora l’avvocato Giuseppe Amato- non era l’organizzatore della gara ma un un partecipante. Attendiamo le motivazioni della sentenza che saranno depositate entro 90 giorni e poi presenteremo ricorso in appello. Chiederemo il riconoscimento delle attentuanti generiche, perchè il mio cliente è incensurato, all’epoca dei fatti aveva 19 anni ed inoltre ha prestato soccorso alla vittima dell’incidente.”

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