Gio. Apr 9th, 2020

M5S presenta esposto alla Corte dei Conti: “i politici paghino i danni”

Il Movimento 5 Stelle ha presentato un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale per il mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata, previsti dalle legge, nei comuni di Isola delle Femmine, Capaci, Carini, Torretta, Terrasini, Cinisi, Montelepre, Giardinello, Partinico, Borgetto, Trappeto, Balestrate, Termini Imerese e Caccamo. Secondo i dati in possesso degli attivisti forniti dall’Osservatorio dei rifiuti della Regione Siciliana, la differenziata nei comuni è a livelli irrilevanti. Per fare due esempi, a Capaci si è passati dall’11% del 2008 al 2,4% del 2013, ad Isola delle Femmine, dal 13% si è arrivati all’1,5%.

Valori nettamente distanti dagli obiettivi stabiliti dalle normative in vigore, che prevedevano di raggiungere il 65 per cento di Raccolta Differenziata, ed il 50 per cento di recupero materia entro il 2015. “Il mancato raggiungimento degli obiettivi – dichiarono gli attivisti – comporta a carico dei Comuni, il pagamento di costi aggiuntivi per il conferimento in discarica del materiale che sarebbe dovuto essere destinato alla raccolta differenziata ed ha, pertanto, arrecato ai cittadini un danno economico e patrimoniale conseguente che si manifesta essenzialmente in un’aumento della tassa sui rifiuti. La denuncia alla Corte dei Conti è stata presentata dagli attivisti di Capaci e Isola, con il supporto della deputata alla Camera Claudia Mannino: “mi auguro – dice – che la giustizia contabile faccia il suo corso e, come già successo altrove, si assicuri che gli amministratori inadempienti risarciscano per il procurato danno economico e ambientale. Inoltre mi preme che i miei concittadini abbiano chiaro che i cumuli di rifiuti non rappresentano esclusivamente una questione di decoro ma un danno ambientale diretto per aria, acqua e cibo, oltre a costituire un rischio grave per malattie debellate ma che in presenza di condizioni igienico sanitarie cosi disastrose, rischiano di riemergere”.

A dare forza all’azione degli attivisti del M5S c’è un pronunciamento della magistratura contabile. La Corte dei Conti ligure, infatti, a maggio del 2013 ha condannato per danno erariale i sindaci del Comune di Recco e gli assessori all’ambiente pro-tempore proprio per l’aggravio di costi dovuti allo smaltimento in discarica. E proprio sulla questione discariche, la Corte di Giustizia europea lo scorso 2 dicembre, ha condannato l’Italia al pagamento di una somma forfettaria di 40 milioni di euro. Una sentenza che obbliga il nostro Paese anche a sborsare una penalità di ben 42 milioni 800.000 euro per ogni semestre di ritardo che si registrerà nell’attuazione delle misure necessarie per risolvere l’emergenza. Gli attivisti e la deputata alla Camera Claudia Mannino chiedono che siano i presidenti del consiglio, di regione, sindaci e ministri competenti degli ultimi anni, a pagare questa pesantissima multa.

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