IL PRESEPE VIVENTE A CARINI

L’immenso patrimonio culturale degli antichi mestieri e delle tradizioni siciliane, rivive ogni anno a Carini grazie al Presepe Vivente. Migliaia di visitatori si sono già dati appuntamento nel borgo medievale, nei giorni di Natale e Santo Stefano per prendere parte al mistero della natività. Gli attori sono uomini e donne di Carini. Essi non interpretano ruoli, ma vivono realmente situazioni di cui sono o sono stati protagonisti sino a un passato recente. Anche a Capodanno e nel giorno dell’epifania, la vita del borgo tornerà ad essere scandita dai ritmi delle attività artigianali e domestiche di un tempo. C’è l’ovile con le pecore, il porcile con la scrofa e i maialini, il pollaio con le galline, lo stagnino; il calzolaio, il bottaio, l’arrotino, il ceramista che lavora la terracotta al tornio; il fabbro che batte il ferro ardente, l’artigiano che lavora la palma nana pre realizzare cesti e panieri, la bottega del falegname con gli attrezzi del mestiere: scalpelli, martelli, compassi, seghe di varie dimensioni. Massaie che preparano a mano la pasta, i buccellati, le facce di vecchia o quelle che lavorano ai ferri, sfilano i tessuti e ricamano. Un tuffo nel passato quando la famiglia si stringeva attorno al focolare con cunti e canti. Gli «attori», come le statuine dei presepi popolari inanimati, diventano «tipi» e nello stesso tempo rappresentano un mondo determinato. Nella grotta in fondo alla via Terravecchia: la Natività, con San Giuseppe, La Madonna e il bambinello scaldato dal bue e dall’asino, i cui il sei gennaio, giorno dell’epifania, arriveranno i 3 re magi per portare i doni al bambinello. Carini, dunque, si fa memoria. La rappresentazione del Presepe Vivente, nel borgo medievale di Carini, potrà essere visitata ancora il primo e il 6 gennaio, dalle 17 in poi. L’importante evento, anche quest’anno è stato organizzato dal Comune in collaborazione con la Pro-loco. I PARTICOLARI NEL TG