Arnas Civico, stato di agitazione della dirigenza medica: aperta procedura di raffreddamento 

Si è svolto oggi, presso la Prefettura di Palermo, l’incontro per la procedura di raffreddamento e conciliazione relativa allo stato di agitazione proclamato unitariamente da tutte le organizzazioni sindacali e dalla Rsu dell’Arnas Civico di Palermo.
Le rappresentanze sindacali hanno illustrato in maniera dettagliata le criticità già formalmente segnalate alla Prefettura e alla direzione aziendale, registrando una totale unità di posizione tra tutte le sigle sindacali e la Rsu.
La direzione generale ha fornito dati sulla dotazione organica, facendo riferimento anche a parametri risalenti a circa quindici anni fa. Nel corso del confronto, tuttavia, il direttore sanitario ha riconosciuto che negli ultimi anni l’azienda ha sviluppato e ampliato numerosi servizi e unità operative, determinando un forte aumento dei carichi di lavoro, a fronte di una dotazione organica rimasta sostanzialmente legata a una realtà ormai superata.
Questo elemento conferma quanto sostenuto dalle organizzazioni sindacali: l’attuale dotazione di personale non è più adeguata alle esigenze dell’azienda e ai servizi oggi erogati.
È stata inoltre contestata la proposta di riorganizzazione del personale Oss, prevista dal 1° settembre, con una gestione per dipartimento o per padiglione. Su questo punto Rsu e organizzazioni sindacali hanno espresso una posizione unanime di netta contrarietà, chiedendo che qualsiasi modifica dell’organizzazione del lavoro venga preventivamente discussa e condivisa.
Nessuna risposta è stata fornita anche riguardo alle attività del personale medico e del personale tecnico sanitario, impegnati su diversi fronti caratterizzati da un livello di specializzazione tecnologica estremamente avanzato, che rende l’Arnas Civico un punto di riferimento per il trattamento di pazienti complessi provenienti da numerose altre aziende aanitarie della Sicilia.
Nessuna indicazione è stata inoltre fornita sul grave stato di criticità gestionale che coinvolge il servizio autoparco, oggi fortemente penalizzato dalla carenza di mezzi e, di conseguenza, impossibilitato a garantire nei tempi previsti il volume di prestazioni richieste, sia in regime programmato sia in urgenza.
Per quanto riguarda la dirigenza, è stato evidenziato come sia inaccettabile che, a tutt’oggi, non sia mai stata avviata la contrattazione decentrata. Allo stesso modo, desta forte preoccupazione il totale silenzio sull’attivazione degli incarichi di altissima professionalità, annunciati in passato ma di fatto scomparsi dall’agenda aziendale.
La direzione ha prospettato inoltre l’inserimento di ulteriori infermieri e la possibilità di sollecitare il rientro di 32 Osa attualmente fuori dall’azienda. Le organizzazioni sindacali hanno però sottolineato che non sono sufficienti dichiarazioni generiche: servono impegni concreti, numeri certi, tempi definiti e verifiche puntuali.
È stata infine ribadita la necessità di rafforzare il controllo e il coordinamento dell’azienda a tutti i livelli, dalla direzione generale alla direzione sanitaria e amministrativa, dai dipartimenti fino alle singole unità operative.
La posizione sindacale resta quindi unitaria e ferma: adeguamento della dotazione organica alla realtà attuale dell’azienda, revisione dei carichi di lavoro, confronto preventivo su ogni riorganizzazione e garanzie concrete per tutti i lavoratori e i professionisti dell’azienda.

“Alle dichiarazioni – affermano i sindacati- devono ora seguire fatti concreti”.

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