Carini, fiamme su Montagna Longa, Brancaccio e via Grecia: case e fondi agricoli in fumo. L’Arciprete Sgroi invoca il Crocifisso
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Una nuova notte di terrore e devastazione ha colpito il territorio di Carini, dove un incendio di vaste proporzioni ha avvolto la contrada Brancaccio e via Grecia, tornando a sfigurare per l’ennesima volta i pendii di Montagna Longa.
Il rogo, alimentato e spinto drammaticamente dalle forti e calde raffiche di vento, si è sviluppato rapidamente, arrivando a lambire diverse civili abitazioni e numerosi fondi agricoli della zona, costringendo residenti e allevatori a vivere momenti di forte apprensione.
Le fiamme, ben visibili anche a grande distanza, hanno interessato diversi punti del versante. Una densa colonna di fumo si è alzata nel cielo ed è stata avvistata da numerosi comuni limitrofi della zona, mentre la fuliggine ha raggiunto anche alcuni centri abitati.
Sul posto sono intervenuti senza sosta i Vigili del Fuoco, il Corpo Forestale della Regione Siciliana e i volontari della Protezione Civile, impegnati nelle operazioni di contenimento e spegnimento del rogo. Le operazioni sono proseguite per diverse ore, con l’obiettivo di mettere in sicurezza le abitazioni e limitare i danni al patrimonio ambientale. Per contenere l’avanzata del fronte del fuoco questa mattina sono entrati in azione anche i Canadair e gli elicotteri.
L’evento ha sollevato un’ondata di rabbia e profondo dolore nella comunità locale per il grave danno ambientale, economico e identitario subito.
Sulla vicenda è intervenuto anche l’Arciprete di Carini don Giacomo Sgroi, che ha condannato fermamente la possibile matrice dolosa degli atti, esprimendo contemporaneamente la massima solidarietà ai cittadini colpiti e una profonda gratitudine verso i soccorritori impegnati nei difficili interventi di messa in sicurezza. “Non si tratta purtroppo di episodi isolati – afferma il sacerdote – ma di atti che attentano alla sicurezza pubblica, impegnano in modo straordinario le risorse dello Stato e della collettività, e infliggono un danno economico, ambientale e sociale che ricadrà sulle prossime generazioni. Esprimo, a nome della comunità, la condanna di questi ignobili atti di devastazione e manifesto la più profonda gratitudine ai Vigili del Fuoco, alle Forze dell’Ordine, alla Protezione Civile e a tutti i volontari impegnati senza sosta nelle operazioni di spegnimento e di messa in sicurezza. Il loro lavoro, svolto in condizioni di estremo rischio, rappresenta un esempio di dedizione e senso civico. Esprimo – conclude il prelato – vicinanza a quanti sono stati colpiti dagli incendi e hanno perso i loro beni, frutto di tanti sacrifici. Gesù Crocifisso protegga la nostra Città”.


