Corruzione: Toto’ Cuffaro patteggia la pena: 3 anni da scontare ai servizi sociali

L’ex presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro ha patteggiato la pena di 3 anni per le accuse di corruzione e traffico di influenze legate a un concorso truccato bandito dall’ospedale palermitano Villa Sofia e a presunti illeciti nella gestione di una gara bandita dall’Asp di Siracusa.

Cinque mesi l’ex segretario della Dc li ha già scontati in custodia cautelare, gli restano da espiare anni 2 e sei mesi. Nell’accordo coi pm che ha portato al patteggiamento, ammesso oggi dal gip, è stabilito anche che dovrà risarcire con 7.500 euro l’uno il danno all’immagine subito dal nosocomio e dall’azienda sanitaria siracusana.

E’ stato  Il gip del tribunale di Palermo, Ermelinda Marfia, che ha accolto la richiesta di patteggiamento – 3 anni da scontare ai servizi sociali – per Totò Cuffaro, l’ex presidente della Regione siciliana indagato per corruzione e traffico di influenze illecite in un’inchiesta sulla sanità siciliana. Cuffaro verrà liberato dai domiciliari, dove si trova da giugno.

Come Gup, la stessa Marfia ha invece rinviato a giudizio sette coimputati di Totò Cuffaro che avevano optato per il rito ordinario, prosciogliendo solo – perché il fatto non sussiste – la Dussmann Service srl. Anche Renato Spotti (legale rappresentante della società Dussmann) non è stato rinviato a giudizio, contestualmente alla decisione del GUP di proscioglimento della Dussmann Service. 

Il 7 settembre, davanti alla terza sezione del tribunale, inizierà il processo per corruzione e traffico di influenze illecite, reati contestati a vario titolo, contro l’ex direttore generale dell’azienda ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello di Palermo, Roberto Colletti, il primario del Trauma Center di Villa Sofia, Antonio Iacono, lo storico autista e collaboratore di Cuffaro, Vito Raso, Mauro Marchese, Marco Dammone e Sergio Mazzola, imprenditore originario di Belmonte Mezzagno (Palermo), titolare della Euroservice srl. Stralciato Ferdinando Aiello, che ha chiesto l’abbreviato e sarà giudicato a luglio.

Errata corrige:  al contrario di quanto riportato precedentemente nell’articolo “Totò Cuffaro patteggia tre anni per corruzione”, anche Renato Spotti (legale rappresentante della società Dussmann) non è stato rinviato a giudizio, contestualmente alla decisione del GUP di proscioglimento della Dussmann Service. 

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