Un Patto Educativo per il futuro: la comunità di Monreale unita per i giovani

A Monreale prende forma un progetto di grande respiro civile ed educativo, promosso dall’Arcidiocesi di Monreale e fortemente voluto dall’Arcivescovo Gualtiero Isacchi.

Un’iniziativa che non si limita a enunciare principi, ma si traduce in un concreto “Patto educativo per la formazione e la prevenzione della violenza tra le giovani generazioni” capace di coinvolgere istituzioni, scuola e società civile.

Il Patto nasce dalla consapevolezza che educare non è mai un compito isolato, ma una responsabilità condivisa. Per questo, accanto all’Arcidiocesi di Monreale, hanno aderito con convinzione il Comune di Monreale, le Forze dell’Ordine, l’ASP e i referenti delle scuole del comprensorio. Una rete ampia e articolata, chiamata a lavorare in sinergia per affrontare le sfide educative del nostro tempo.

Al centro dell’iniziativa vi sono i giovani, spesso esposti a fragilità sociali, disorientamento culturale e carenza di punti di riferimento. Il Patto educativo si propone di costruire percorsi condivisi, capaci di promuovere legalità, inclusione, rispetto reciproco e senso di appartenenza alla comunità.

Non si tratta soltanto di prevenire il disagio, ma di generare opportunità: spazi di ascolto, progetti formativi, iniziative culturali e sociali che possano restituire ai ragazzi fiducia nel futuro e consapevolezza delle proprie potenzialità. In questo senso, il coinvolgimento delle Forze dell’Ordine assume anche un valore educativo, come presenza positiva e dialogante sul territorio.

Determinante è il ruolo della scuola, chiamata a essere non solo luogo di istruzione, ma autentico laboratorio di cittadinanza. In stretta collaborazione con le famiglie e le istituzioni, gli istituti scolastici diventano protagonisti di un percorso che mira a formare cittadini responsabili e solidali.

Il percorso educativo trova il suo momento culminante in un grande evento finale, in programma il prossimo 26 aprile (dalle ore 19:30 alle ore 22:30) nella piazza di Monreale.

L’iniziativa, dal titolo “POV Violenza: ora parlo io!”, rappresenta un’occasione di incontro, riflessione e condivisione aperta all’intera cittadinanza. Tale serata viene realizzata alla vigilia di un anno da un evento tragico avvenuto il 27 aprile dello scorso anno e viene effettuato alla “vigilia” proprio come simbolo di qualcosa che doveva essere fermato, di una violenza che non doveva mai trovare luogo.

La serata, presentata dal conduttore televisivo Ruggero Sardo, unirà momenti di intrattenimento con una band musicale e il tanto atteso momento comico con l’ospite della serata Roberto Lipari, a un significativo Festival di cortometraggi, realizzati dagli alunni delle scuole aderenti al progetto. Guidati dai docenti e da esperti del settore cinematografico messi a disposizionedall’Arcidiocesi di Monreale, i ragazzi hanno dato forma a storie intense e autentiche sul tema della violenza, affrontandone le cause e proponendo possibili vie di soluzione.

I cortometraggi sono il frutto di un articolato percorso educativo che ha visto il coinvolgimento diretto delle Forze dell’Ordine — Guardia di Finanza, Carabinieri e il Sindacato di Polizia SIAP e dell’ASP, attraverso incontri mirati e momenti di confronto. Un’esperienza che ha permesso agli studenti di acquisire maggiore consapevolezza dei fenomeni affrontati, trasformando la riflessione in narrazione.

Dalla scrittura delle sceneggiature alla realizzazione delle riprese, i giovani partecipanti hanno sperimentato in prima persona tutte le fasi della produzione cinematografica. Non solo attori, dunque, ma anche registi, sceneggiatori, tecnici e membri di troupe: un lavoro di squadra che ha rivelato la ricchezza e la complessità del linguaggio audiovisivo.

A coordinare e valorizzare l’intero evento sarà la direzione artistica affidata a Giulia Galati, da anni impegnata nella realizzazione di iniziative culturali capaci di coniugare espressione artistica e impegno sociale.

A valutare i lavori sarà una giuria di esperti del settore, composta da Roberto Lipari — ospite della serata durante la quale presenterà uno stralcio del suo nuovo monologo “L’ultimo spettacolo” — assieme a Stefania Blandeburgo (attrice), Ignazio Rosato (sceneggiatore), Rosario Terranova (attore) Gianpiero Pumo (attore e regista), Toti Mancuso (attore) e Beppe Manno (direttore artistico della rassegna “DOC” dedicata al cinema d’autore e ai documentari).

Al termine della serata, la giuria assegnerà i premi ai migliori lavori e interpreti: Miglior Attore Protagonista, Miglior Attrice Protagonista, Miglior Attore non Protagonista, Miglior Attrice non Protagonista, Migliore Sceneggiatura e Migliore Scenografia.

L’evento rappresenta il coronamento di un percorso condiviso tra tutti i firmatari del Patto educativo, che ha accompagnato i giovani in un’attenta riflessione sulle dinamiche della violenza: dalle cause che la generano, alle scelte che possono alimentarla o contrastarla, fino alla capacità di individuare, dentro di sé e nella relazione con gli altri, possibili soluzioni nei momenti di difficoltà o pericolo.

L’evento finale non sarà soltanto una vetrina dei lavori realizzati, ma un momento simbolico in cui i giovani, protagonisti attivi del progetto, potranno finalmente “prendere parola”, condividendo con la comunità il loro sguardo, le loro emozioni e le loro proposte.

In un tempo segnato da frammentazione e individualismo, l’esperienza di Monreale si propone come modello virtuoso di corresponsabilità educativa. Un esempio concreto di come l’unione tra istituzioni, scuola e territorio possa generare speranza e costruire futuro.

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