Partinico, Community Mapping Lab: studenti, docenti, tecnici e amministratori disegnano nuova città
Oggi a Partinico è successo qualcosa che va oltre un semplice evento scolastico o universitario: è partita una vera e propria scommessa sul futuro della città, affidata alle mani e allo sguardo dei suoi ragazzi. Con l’avvio del Community Mapping Lab, la città si è trasformata in un laboratorio a cielo aperto in cui studenti delle scuole superiori, universitari, architetti, docenti e amministratori pubblici lavorano fianco a fianco per disegnare una nuova idea di Partinico, più giusta, più inclusiva, più attenta ai bisogni di chi la vive ogni giorno.

Il progetto, promosso dall’Università di Palermo all’interno del corso di laurea in Urban Design per la Città in Transizione e realizzato in collaborazione con il Liceo “Felicia e Peppino Impastato”, nasce da un’idea semplice ma rivoluzionaria: la città non deve essere progettata solo da tecnici e politici, ma anche da chi la attraversa, la abita, la sogna, soprattutto dai più giovani. Ed è proprio a loro che oggi viene consegnato uno strumento potentissimo, quello della progettazione, della mappa, della lettura critica del territorio, che permette non solo di osservare la città ma di immaginarne un’altra possibile.

La giornata di avvio, aperta dai saluti della dirigente scolastica Lucia La Fata, del sindaco Pietro Rao e dell’assessore Salvatore Puccio, insieme al coordinatore universitario Vincenzo Todaro, ha segnato l’inizio di un percorso che durerà mesi e che porterà alla costruzione di una mappa partecipata di Partinico, una cartografia viva fatta di luoghi, relazioni, criticità, desideri e opportunità. Un percorso che si inserisce anche in una visione istituzionale più ampia: il Comune di Partinico si appresta infatti a sottoscrivere una convenzione con la Facoltà di Architettura dell’Università di Palermo, rafforzando in modo strutturale la collaborazione tra amministrazione e mondo della ricerca per guidare i futuri processi di rigenerazione urbana.

A dare corpo a questo processo saranno oltre 150 studenti, coinvolti direttamente nel progetto, che collaboreranno con la Facoltà di Architettura e con il Comune con un unico grande obiettivo: rigenerare la città e restituire vita a spazi spesso dimenticati e poco valorizzati, trasformandoli in luoghi di incontro, cultura e opportunità.
A guidare il lavoro sono docenti universitari come Vincenza Garofalo e Annalisa Giampino e un gruppo di giovani architetti e ricercatori che accompagneranno gli studenti in sopralluoghi, interviste, camminate urbane e laboratori, trasformando il centro storico e il Palazzo dei Carmelitani in spazi di ricerca e di immaginazione collettiva.

Non si tratta solo di studiare strade ed edifici, ma di capire come si vive la città, dove ci si incontra, dove ci si sente esclusi, quali spazi sono abbandonati e potrebbero rinascere, quali luoghi raccontano storie e identità. In questo processo sono coinvolte anche le associazioni del territorio, come la Pro Loco e la Consulta Giovanile, perché la mappa che nascerà non sarà un documento tecnico, ma una fotografia profonda della Partinico reale e di quella che i ragazzi vorrebbero.
È un’esperienza di rigenerazione urbana che parte dalle persone prima ancora che dagli spazi, una transizione ragionata che mette al centro i diritti, la partecipazione e il futuro. Oggi Partinico non ha solo inaugurato un progetto: ha aperto un percorso di consapevolezza collettiva, in cui i giovani non vengono più considerati semplici destinatari delle decisioni, ma diventano protagonisti della trasformazione della loro città, con la possibilità concreta di incidere su come sarà il luogo in cui cresceranno e vivranno domani.


