Omicidio Vito La Puma, immagini di videosorveglianza avrebbero incastrato il sospettato
Dopo la convalida dell’arresto dell’agricoltore partinicese Francesco Lo Iacono, di 47 anni, ritenuto il presunto autore del delitto del pastore di Borgetto Vito La Puma, la polizia spiega gli sviluppi investigativi che hanno portato al suo fermo.
Sin dalle prime ore successive alla scoperta del cadavere del 73enne Vito La Puma, freddato con tre colpi d’arma da fuoco, la polizia ha intrapreso incessanti attività d’indagini ad ampio raggio nel territorio partinicese, volte all’individuazione e alla ricerca del presunto responsabile dell’efferato delitto.
Gli investigatori hanno acquisito una notevole quantità di immagini dai sistemi di videosorveglianza ubicati sia in prossimità del luogo di riferimento alla morte della vittima, sia lungo tutti gli assi viari di accesso e deflusso alla circostante aria di sedime.
L’accurata visione dei filmati registrati dalle telecamere in prossimità dei luoghi percorsi dal pastore ancora in vita, ha fatto emergere la presenza di un mezzo di trasporto che ha destato, sin da subito, fondati motivi di sospetto, imprimendo così un significativo impulso alle successive attività d’indagine.
Cosi, d’intesa con la locale Autorità Giudiziaria, sono state avviate senza tregua le ricerche del conducente del veicolo di sopraggiunto interesse investigativo che, da li a poco, hanno condotto all’individuazione del sospettato.
Le risultanze delle successive attività di approfondimento investigativo, coordinate dai Sostituti Procuratori titolari dell’indagine, hanno consentito di ricostruire non soltanto le fasi esecutive dell’omicidio, ma anche quelle immediatamente successive della fuga del presunto responsabile dalla scena del crimine, facendo così scattare il provvedimento cautelare del fermo per l’indiziato di delitto.
Nella serata del 29 gennaio scorso, personale della ”Sezione Omicidi” della Squadra Mobile di Palermo, con l’apporto di operatori del Commissariato di P.S .”Partinico”, su delega dell”Autorità Giudiziaria, ha dato esecuzione al fermo nei confronti dell’uomo ritenuto gravemente indiziato dei reati d’omicidio pluriaggravato nonché detenzione e porto abusivo in luogo pubblico di arma comune da sparo.
L’articolata attività investigativa è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo.
La misura precautelare ha accolto gli esiti delle attività investigative svolte da personate della “Sezione Omicidi” della Squadra Mobile di Palermo, con l’ausilio del Commissariato di P.S. “Partinico”, che hanno permesso, in breve tempo, di individuare il responsabile dell’azione omicidiaria.
Rintracciato nel pomeriggio del 29 gennaio scorso nelle campagne di Partinico, il fermato, ultimate le formalità di rito, è stato tradotto presso la locale Casa Circondariale “Lorusso” per rimanere a disposizione della competente A.G.
In esito all’udienza di convalida, il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Palermo ha emesso un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere a carico dell’uomo.


