Cinisi, il sindaco Abbate respinge attacchi di minoranza su mancata costituzione di parte civile a processo di mafia

“I reati a carico degli imputati sono in gran parte ascrivibili ad estorsione, traffico di stupefacenti, scommesse clandestine e solo per alcuni anche l’associazione di tipo mafioso per fatti che oltretutto non riguardano il territorio di Cinisi né amministratori comunali, almeno secondo quanto appreso dalle notizie di stampa, le uniche alle quali è possibile attingere in mancanza di un coinvolgimento diretto nel corso delle indagini”.

Ad affermarlo è il sindaco di Cinisi, Vera Abbate, replicando alle accuse mosse dai Consiglieri Comunali di minoranza Marina Maltese, Michele Giaimo, Antonino  Anselmo, Salvina Di Maggio e Antonino Vitale che, sulla mancata costituzione di parte civile del comune nel processo di mafia, droga ed estorsioni scaturito dal blitz dello scorso anno, hanno presentato un’interrogazione e attaccato duramente l’esecutivo.

“I presupposti e le modalità della costituzione di parte civile di un ente territoriale – spiega il primo cittadino di Cinisi Vera Abbate – non si discostano dalla disciplina generale: l’ente territoriale, per mezzo dei suoi rappresentanti, deve indicare le ragioni che giustificano la domanda e può costituirsi fino a che il giudice non provveda alla verifica della costituzione delle parti nell’udienza preliminare (art. 79 c.p.p.). La questione principale in materia è, tuttavia, rappresentata dalla valutazione del giudice in merito all’ammissibilità di tale costituzione. Non sempre, infatti, il collegamento tra il reato e la lesione subita dall’ente pubblico territoriale si configura in un rapporto immediato di causa-effetto, proprio perché il Comune, nel caso di specie, non è soggetto danneggiato o offeso. Perciò – afferma ancora il sindaco Vera Abbate – si è ritenuto di non costituirsi parte civile proprio per la supposta carenza di legittimazione nella fattispecie ed essendo oltremodo difficile provare il danno non patrimoniale subito dal Comune di Cinisi, non emergendo altresì neanche la simbolicità dell’azione per la ragioni sin qui addotte. L’Amministrazione, pertanto – prosegue il primo cittadino – respinge con fermezza le accuse strumentali mosse dai consiglieri comunali di opposizione, avendo dimostrato coi fatti di agire sempre nel pieno rispetto della legalità e contro la mafia e qualsiasi forma di infiltrazione criminale, senza timore alcuno, tant’è che, ad esempio, nel caso della vicenda del figlio del boss Gaetano Badalamenti che ha effettivo rilievo per il nostro territorio ed il nostro paese, il Comune, invece, senza alcuna esitazione, ha già contattato un legale di chiara fama per la costituzione di parte civile nel processo di appello che si terrà il prossimo mese di aprile, al fine di continuare ad affermare concretamente quell’azione antimafia che – conclude il sindaco Vera Abbate – in maniera inammissibile, infondata e pretestuosa, si dice mancante”.

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