Cinisi, il comune non si costituisce parte civile a processo di mafia: interrogazione dell’opposizione
La mancata costituzione di parte civile del comune di Cinisi nel processo in corso, presso l’aula bunker del Pagliarelli che, tra gli altri, imputati vede anche il presunto reggente della cosca di Cinisi con alcuni sodali, provoca “sconcerto, amarezza e profonda preoccupazione”, ai Consiglieri Comunali di opposizione Marina Maltese, Michele Giaimo, Antonino Anselmo, Salvina Di Maggio e Antonino Vitale che, sulla vicenda hanno presentato un’interrogazione.
“La costituzione di parte civile in questo processo – evidenzia il Consigliere Marina Maltese – era un atto dovuto da parte dell’amministrazione comunale di Cinisi guidata dal sindaco Vera Abbate che, avrebbe dovuto procedere senza alcuna esitazione per riscattare una comunità da un trascorso storico che l’ha vista soffocata nelle libertà democratiche e, per dare voce oggi alla stessa comunità’ nel processo che giudicherà chi queste libertà continuerebbe a soffocarle. Non bastano – continua la consigliera Maltese – sterili e vuote dichiarazioni su legalità e antimafia. Occorrono atti e fatti concreti nei momenti giusti. Il costituirsi parte civile nel processo che ancora oggi vede Cinisi vittima di mafia – conclude Maltese- era il momento giusto in cui dimostrare senza indugio da che parte si sta”.
Di seguito l’interrogazione consiliare integrale sottoscritta dai Consiglieri Comunali di opposizione:
“Oggetto: Interrogazione a risposta verbale, ai sensi del dell’art. 42 comma 1 e comma 2 del regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, relativa all’atto di gravissima omissione politico istituzionale sulla mancata costituzione di parte civile del Comune nel procedimento penale per associazione mafiosa relativo alla cosca operante sul territorio comunale
I sottoscritti Consiglieri Comunali Marina Maltese, Salvina Di Maggio, Michele Giaimo, Antonino Anselmo, Antonino Vitale
Premesso che
-giorno 11 febbraio 2025, con una complessa e meritoria operazione dell’arma dei Carabinieri è stato assestato un duro colpo, tra l’altro, alla presunta cosca mafiosa che operava nel territorio comunale;
-che in data 17 febbraio 2025 in consiglio comunale veniva letto un documento, redatto dai sottoscritti consiglieri, di plauso all’Arma dei Carabinieri “che con coraggio, professionalità e determinazione ha portato a termine una brillante operazione antimafia che ha sgominato la cosca mafiosa che opprimeva il nostro territorio. Un’operazione che ha coinvolto decine di uomini e donne impegnati sul campo, che ha visto un impegno straordinario da parte delle forze dell’ordine, ed ha dato un segnale inequivocabile di speranza per il nostro futuro”; il documento veniva condiviso dall’intero consiglio comunale e trovava, almeno formalmente, anche il sostegno del Sindaco;
-il Comune di Cinisi, nel recente passato ha subito l’onta dello scioglimento per infiltrazioni mafiose ai sensi dell’art. 143 del D.lgs. n. 267/2000, evento che ha rappresentato il punto più basso della storia democratica dell’ente;
-che le amministrazioni che si sono succedute dopo lo scioglimento hanno posto in essere atti inequivocabili, formali e sostanziali, di lotta e di ripudio dalla criminalità mafiosa, come documentato dall’attività amministrativa e dalle azioni legali poste in essere dalle Amministrazioni precedenti all’odierna;
-che è attualmente pendente un procedimento penale per associazione mafiosa a carico dei soggetti indicati come presunti vertici della cosca che ha esercitato la propria influenza proprio nel territorio comunale;
-che giorno 12 gennaio 2026 all’udienza preliminare del suddetto procedimento, tenutasi all’aula bunker del Pagliarelli, che costituiva il temine ultimo per la costituzione delle parti civili nel procedimento, incredibilmente ed inspiegabilmente, il comune di Cinisi non si è costituito parte civile.
Considerato che
• la costituzione di parte civile del Comune in un processo per mafia non è un atto facoltativo privo di significato politico, ma rappresenta la presa di posizione più chiara, concreta,visibile e verificabile con cui un’Amministrazione dichiara da che parte sta senza infingimenti o vacue esternazioni in altri contesti;
• per un Comune che ha subito nel suo recente passato l’onta dello scioglimento per mafia, la costituzione di parte civile non è soltanto un diritto, ma un dovere politico e morale nei confronti della comunità amministrata, chiamata a credere nuovamente nelle istituzioni dopo una ferita democratica gravissima e per consolidare l’attività di legalità, formale e sostanziale, posta in essere dalle Amministrazioni che hanno retto il governo cittadino dopo il suddetto scioglimento;
• la decisione dell’Amministrazione di non costituirsi parte civile costituisce, nei fatti, una rinuncia consapevole a rappresentare il Comune come vittima della mafia, proprio nel processo che riguarda chi quella mafia l’avrebbe governata sul territorio;
Rilevato che
• tale omissione assume un significato politico e pubblico devastante;
• l’assenza dell’ente dal processo equivale a un vuoto istituzionale, che finisce per pesare più di qualsiasi dichiarazione formale di principio sulla legalità che rischia di apparire ipocrita e priva di sostanza;
• in territori segnati da una presenza mafiosa storica, il silenzio delle istituzioni non è mai neutro, ma produce effetti concreti: rafforza la percezione della forza del potere criminale e indebolisce la parte sana della comunità;
Evidenziato con estrema gravità che
• la mancata costituzione di parte civile rappresenta un atto di resa politica, che tradisce le aspettative di riscatto democratico generate dallo scioglimento e dal successivo ed inequivocabileoperato posto in essere dalle Amministrazioni che hanno amministrato il Comune di Cinisi dopo il predetto scioglimento;
• essa espone il Comune al fondato sospetto che la tanto proclamata tutela della legalità sia solo sterile retorica, priva di atti concreti nei momenti decisivi;
• l’Amministrazione, scegliendo di non costituirsi parte civile, si assume la responsabilità storica di aver lasciato la comunità senza voce proprio nel processo che giudica chi avrebbe soffocato la libertà del territorio.
Premesso quanto sopra, i sottoscritti
Interrogano il Sindaco e la Giunta comunale
1. se siano consapevoli della portata politica e simbolica gravissima della scelta di non costituire il Comune parte civile nel procedimento penale per associazione mafiosa che riguardadirettamente la storia recente dell’ente;
2. se intendano spiegare pubblicamente ai cittadini per quale ragione un Comune, che in tempi recenti è stato sciolto per mafia, rinuncia a dichiararsi parte lesa nel processo contro i presunti vertici della cosca operante sul proprio territorio;
3. se non ritengano che tale scelta configuri un fallimento politico dell’Amministrazione, incapace di assumere, in maniera concreta e non con vuote ed ipocrite dichiarazioni, una posizione netta e inequivocabile contro la criminalità organizzata nel momento più significativo;
4. se non reputino questa omissione incompatibile con il mandato ricevuto dagli elettori e con il dovere di alimentare lacredibilità, autorevolezza e fiducia delle istituzioni. In un Comune che nel suo recente passato è stato sciolto per mafia, non costituirsi parte civile non è una scelta neutra: è una scelta che parla con parole che non avremmo voluto sentire!!!
I CONSIGLIERI COMUNALI
Salvina Di Maggio
Michele Giaimo
Antonino Anselmo
Antonino Vitale “


