Carini, due uomini trovati morti in casa: nessun segno di violenza sulle vittime
Una scoperta dolorosa ha scosso la serata di ieri nel centro di Carini, dove due uomini sono stati rinvenuti privi di vita all’interno di un appartamento situato in via Gargagliano.
Le vittime, Giuseppe Manicioto e Vincenzo Lo Presti, entrambi di 68 anni e legati da un profondo rapporto di amicizia, condividevano l’abitazione in cui si è consumato il dramma. L’allarme è scattato quando i parenti, non riuscendo a mettersi in contatto con i propri cari, hanno richiesto con urgenza l’intervento dei vigili del fuoco per forzare l’ingresso della casa.
Una volta all’interno, i soccorritori si sono trovati di fronte a una scena silenziosa e drammatica.
Secondo le prime ricostruzioni riportate dall’agenzia Adnkronos, i corpi dei due amici si trovavano in stanze diverse: uno dei due era disteso sul pavimento del soggiorno, mentre l’altro giaceva senza vita nel letto. Sul posto sono giunti immediatamente i carabinieri della stazione locale insieme al medico legale per avviare gli accertamenti necessari a fare luce sull’accaduto.
Le prime analisi condotte sulla scena e l’ispezione cadaverica hanno permesso di escludere rapidamente l’ipotesi di una morte violenta.
Sui corpi di Manicioto e Lo Presti non sono stati infatti rinvenuti segni di colluttazione o altre tracce di aggressione, portando gli inquirenti a scartare l’eventualità di un intervento di terzi. Anche i controlli tecnici effettuati all’interno dell’appartamento hanno dato esito negativo riguardo a una possibile fuga di gas, che inizialmente era stata ipotizzata come causa dell’incidente domestico.
In assenza di elementi che possano far pensare a un reato, l’ipotesi più accreditata dagli investigatori rimane quella del decesso per cause naturali. Resta da chiarire la coincidenza temporale che ha portato alla morte simultanea dei due amici, ma la dinamica non ha sollevato ulteriori sospetti da parte della Procura. Per questa ragione, le salme sono già state restituite alle rispettive famiglie per lo svolgimento delle esequie, ponendo fine alle operazioni di indagine nell’appartamento di via Gargagliano.


