Carini, don Angelo Inzerillo lancia un appello agli autori dell’incursione blasfema in chiesa

“Desidero rivolgermi a voi, ragazzi. Non con odio, ma con la severità di un padre che vede calpestato ciò che è sacro”. 

Con profondo dolore e sincera amarezza don Angelo Inzerillo si trova costretto a riprendere la parola per quanto accaduto lo scorso 23 gennaio all’interno della chiesa di San Giuseppe alla Stazione di Carini, durante la celebrazione eucaristica.

Nel momento più alto e sacro della vita cristiana, mentre la comunità era raccolta in preghiera, due o tre giovani hanno fatto irruzione nella casa di Dio, interrompendo la celebrazione con urla, schiamazzi e bestemmie. Un gesto vile, sconclusionato, privo di qualsiasi giustificazione, che ha ferito l’intera assemblea dei fedeli e, ancor prima, la dignità del luogo santo.

“La bestemmia non è una bravata, non è una provocazione innocua, non è libertà di espressione – tuona don Angelo contro gli autori dell’incursione blasfema – Dal punto di vista teologico, la bestemmia è il peccato più grave, perché colpisce direttamente Dio, oltraggia il Suo Nome e manifesta un cuore indurito, incapace di rispetto e di silenzio. Avete profanato un luogo consacrato. Avete disturbato la preghiera dei semplici. Avete mostrato una povertà interiore che dovrebbe farvi riflettere profondamente. Io invoco la giustizia di Dio, che non è vendetta ma verità, non è violenza ma luce. Una giustizia che sa attendere, ma che chiede conversione, pentimento sincero e responsabilità. Nessuno si illuda: ciò che si semina, prima o poi, si raccoglie”.

Don Angelo Inzerillo si rivolge, infine, alla comunità parrocchiale che ringrazia “per la compostezza, per la dignità, per la solidarietà espressa. Le vostre parole hanno testimoniato che la fede non si lascia intimidire e che il rispetto per il sacro è ancora vivo. Continuiamo a custodire la nostra chiesa, non solo con muri e porte, ma con cuori vigili, saldi nella fede e capaci di testimoniare, anche nel dolore, la verità del Vangelo. Che il Signore abbia misericordia di tutti noi”.

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