Badante arrestata per circonvenzione di un’anziana: indagini della sez. P.G. della Polizia di Stato
La Sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia di Stato, al termine di articolate indagini dirette dal Dipartimento Violenza di Genere, Violenza Domestica e Tutela delle Vittime Vulnerabili, della Procura della Repubblica del Tribunale di Palermo, ha tratto in arresto una donna, poiché indiziata dei reati di circonvenzione di una signora settantanovenneincapace e di indebito utilizzo di carte di pagamento, relative a conti intestati all’anziana.
La misura cautelare personale degli arresti domiciliari,emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari di Palermo, su richiesta della Procura della Repubblica,trae origine dalla segnalazione all’Autorità Giudiziaria da parte di alcuni parenti dell’anziana signora, ipovedente e affetta da patologie psichiatriche, i quali, non riuscendo ad avere più contatti telefonici con l’anziana, poiché osteggiati dalla badante, decidevano di denunciare i fatti.
L’input permetteva di avviare serrate indagini da parte dei poliziotti che hanno consentito di fare luce sull’intera vicenda.
In particolare, gli investigatori appuravano che l’odierna indagata,abusando dello stato di infermità psichica e fisica dell’anziana donna, nonché dei suoi bisogni connessi anche alla necessaria assistenza quotidiana, la induceva a redigere in suo favore una procura generale, nonché un testamento al fine di acquisire la nuda proprietà di due immobili intestati alla settantanovenne.
Inoltre, dall’attività investigativa è emerso anche che la badante si era fatta consegnare dalla vittima le sue carte di pagamento, collegate con il conto corrente, attraverso le quali prelevava e si impossessava di ingenti somme di denaro.
Al fine di tutelare la persona offesa, appurato il suo stato di vulnerabilità e fragilità psico-fisica, il Giudice Tutelare provvedeva a nominare d’urgenza un amministratore di sostegno in suo favore.
Formidabile pietra angolare della piattaforma indiziaria dei reati in parola è rappresentata dal sequestropreventivo operato dalla Polizia Giudiziaria all’esito della perquisizione domiciliare dell’abitazione dell’indagata, in cui, tra le altre cose, venivano rinvenuti e posti in sequestro:
• contanti per un valore superiore a 32.000,00 euro;
• i documenti della persona offesa e le sue carte bancomat;
• il testamento olografo sottoscritto dall’anziana donna;
• un contratto di comodato gratuito effettuato dallapersona offesa in favore di un soggetto vicino alla rete familiare della badante.
Gli accertamenti finanziari esperiti sul conto intestato all’anziana, permettevano di appurare che, solo nell’anno 2024, i prelievi effettuati ammontavano a circa68.000,00 euro. Inoltre, è emersa anche l’effettuazione di bonifici bancari per l’acquisto di un motociclo e,come acconto per l’acquisto di un’autovettura, di mezzi intestati all’odierna indagata.
Al termine delle attività di rito, l’indagata è stata condotta presso la propria abitazione e sottoposta alla misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.


