Traversata in barca a vela da Castellammare del Golfo a New York in memoria dei migranti
E’ salpata dal porto di Castellammare del Golfo lo scorso 5 settembre una barca a vela di 13 metri diretta a New York. Un viaggio simbolico che intreccia la memoria della migrazione italiana con il presente.
L’imbarcazione, costruita in alluminio e battezzata Nesea, è comandata da Francesco Felice Buonfantino, architetto e velista, accompagnato dalla compagna e da un gruppo ristretto di amici.
La rotta prevede l’attraversamento dell’Atlantico e, una volta toccata la costa orientale degli Stati Uniti, la risalita dell’Intracoastal Waterway, il sistema di canali e fiumi che collega Florida e Canada.
Buonfantino è l’architetto che ha progettato il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana di Genova. Il suo studio, Gnosis, è attualmente impegnato anche nel progetto del museo dell’emigrazione a Napoli.
La traversata con la Nesea con partenza dalla Sicilia ha un valore simbolico: l’isola, tra l’Ottocento e il Novecento, fu una delle principali terre di emigrazione verso gli Stati Uniti. Porti come Palermo e Messina videro salpare centinaia di migliaia di persone, dirette soprattutto ad Ellis Island.
La Nesea ripercorre “idealmente” quel viaggio, non alla ricerca di lavoro o di una vita migliore, ma per mantenere viva la memoria di chi lo fece per bisogno.
Sulla barca viaggerà infatti la bandiera realizzata dal Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, che sarà issata per tutta la durata della traversata e consegnata a New York, proprio a Ellis Island. Lì troverà posto come testimonianza tangibile del legame fra la storia degli italiani che partirono e la riflessione attuale sulle migrazioni.


