Gesap, la vertenza del personale in aeroporto resta aperta. Il sindacato chiede risorse su progressioni e chiarimenti su consulenze 

La Filt Cgil Palermo, in una nota inviata alla Gesap, nel corso della procedura di raffreddamento, spiega che i motivi a base dello stato di agitazione e delle azioni di sciopero restano “pienamente valide e tuttora irrisolte”. 

La Filt Cgil chiede alla Gesap un cambio di rotta che renda la società “realmente operativa” per chiudere la fase vertenziale in atto e aprire una nuova stagione di confronto orientata allo sviluppo dell’aeroporto. 

I problemi denunciati dal sindacato sono tanti, a partire dalle criticità del personale. “Da oltre 10 anni i lavoratori attendono trasparenza nelle progressioni verticali. Nel frattempo l’azienda ha speso ingenti risorse in consulenze legali, due diligence e incarichi professionali, che non hanno risolto alcun problema ma hanno aggravato i contenziosi”, spiegano il segretario generale Filt Cgil Palermo Fabio Lo Monaco e i coordinatori aeroportuali Giuseppe Panettino e Marco Di Trapani.

La Filt Cgil cita anche le riorganizzazioni interne e i regolamenti, che “non sono mai stati applicati correttamente, lasciando spazi a criteri discrezionali e non meritocratici” e la vicenda della selezione del direttore generale, che dimostra “la mancanza di coerenza gestionale”: prima un bando pubblico con commissione e poi un ulteriore parere legale, che ha comportato altre spese. 

A ciò si aggiunge (come riportato dalla stampa) una consulenza dal costo di circa 132 mila euro per un’indagine di mercato, affidata a una società sulla quale la Filt Cgil Palermo chiede “trasparenza circa i requisiti reali”. 

Tra i punti della vertenza, che si trascina da mesi, la Filt evidenzia la “volontà evidente” della società di sottrarsi al confronto, interrompendo ogni ipotesi di corrette relazioni industriali e delegittimando così, di fatto, il tavolo sindacale. 

E ancora: la mancata attuazione del Piano strategico di riqualificazione e gestione delle efficienze e del Piano di formazione e riqualificazione professionale, parte integrante del contratto di espansione sottoscritto il 13 ottobre 2023 anche con il ministero del Lavoro. L’elenco prosegue con il mancato confronto sugli inquadramenti contrattuali, che ha comportato il moltiplicarsi di cause di lavoro: i lavoratori hanno dovuto fare ricorso al giudice per veder riconosciuto il ruolo e le mansioni realmente svolte. Oltre a una gestione difforme da caso a caso, “con percorsi di gratificazione ad personam”.

Inoltre l’azienda in modo unilaterale ha fatto ricorso a disposizioni e procedure che hanno modificato l’organizzazione del lavoro, senza alcun confronto sindacale, “anticipando riorganizzazioni che, per contratto, andavano monitorate con l’organismo bilaterale”. E ha emesso provvedimenti retrodatati, “che attribuiscono funzioni e ruoli con effetti economici a vantaggio di alcun”.

“Non possiamo non sottolineare – aggiungono Lo Monaco, Panettino e Di Trapani – che questa situazione è il frutto di anni di scelte politiche trasversali: tutti i partiti, senza distinzione, hanno contribuito a creare e alimentare questa gestione confusa, fatta di nomine, interferenze e scelte prive di visione strategica, scaricando le conseguenze solo sui lavoratori. Se queste risorse fossero state destinate a formazione e progressioni interne, oggi la vertenza sarebbe già chiusa e non graverebbe più sulle spalle dei lavoratori”.

“Chiediamo – conclude la Filt Cgil Palermo – che Gesap torni a gestire l’aeroporto con responsabilità e visione strategica. E non si limiti al ruolo di spettatore disinteressato mentre i lavoratori continuano a pagare le conseguenze di scelte sbagliate”.

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