Consegnati i lavori di riqualificazione della SP5 Bis che collega il corleonese con S.G.Jato e Piana degli Albanesi

“Con la consegna dei lavori per la riqualificazione della Strada Provinciale 5 bis compiamo un passo importante per il diritto alla mobilità in territori troppo spesso dimenticati dalle politiche infrastrutturali del governo Schifani. Oggi siamo qui insieme ai funzionari della Città Metropolitana, ai rappresentanti della ditta aggiudicataria e ad amministratori locali come Maurizio Costanza (consigliere provinciale città’ Metropolitana Palermo , Patrizia Ortaggio e Marco Pillitteri (consiglieri di Piana degli Albanesi) e Francesco Perna (consigliere comunale di Terrasini) per testimoniare un lavoro portato avanti con impegno, ascolto e responsabilità”.
Lo ha detto questa mattina il vicepresidente del gruppo del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana, Mario Giambona, al termine della consegna dei lavori sulla SP 5 bis, arteria fondamentale che collega il comprensorio corleonese con San Giuseppe Jato e Piana degli Albanesi.
“Abbiamo scelto di dare attenzione concreta a un’area da troppo tempo abbandonata anche grazie a un’audizione svolta diversi mesi fa in Quarta Commissione ARS, sollecitata da un comitato intercomunale di cittadini che ha saputo portare alla luce criticità inaccettabili – spiega -. La SP 5 bis versava infatti in condizioni pessime, con avvallamenti e dissesti che rendevano pericolosa la circolazione. Oggi, finalmente, si avvia un percorso di riqualificazione che restituirà dignità e sicurezza alla viabilità locale”.
Giambona sottolinea come questo intervento non sia risolutivo, ma rappresenti una tappa significativa. “Le strade provinciali della Sicilia vivono una condizione di abbandono a dir poco drammatica, frutto della politica assente della maggioranza di centrodestra. Serve una strategia complessiva, un piano strutturale di manutenzione ordinaria e straordinaria, che metta al centro le esigenze delle comunità dell’entroterra. Come Partito Democratico continueremo a esercitare pressione istituzionale affinché il diritto alla mobilità venga realmente garantito a tutti, anche in quelle zone che oggi pagano il prezzo più alto dell’isolamento e della marginalità strutturale”.

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