Cattura Messina Denaro, ritrovata la sua Giulietta: era parcheggiata vicino casa di Luppino

 È stata ritrovata dalla polizia la Giulietta Alfa Romeo dell’ormai ex superlatitante Matteo Messina Denaro. 

Proprio grazie alla sua chiave gli investigatori sono riusciti a risalire al primo covo individuato a Campobello di Mazara del boss catturato lunedì scorso.

La chiave era nel borsello trovato al capo mafia dopo l’arresto e, dal codice i pm sono arrivati alla Giulietta, poi gli investigatori hanno ricostruito, grazie un sistema di intelligenza artificiale, gli spostamenti del veicolo del capo mafia risalendo al suo nascondiglio di vicolo San Vito nel comune del trapanese.

Ma solo ora la Giulietta è stata ritrovata, parcheggiata in una sorta di garage, a poca distanza dalla casa di Giovanni Luppino, l’incensurato che ha accompagnato Matteo Messina Denaro con la sua auto, una Fiat bravo, alla clinica La Maddalena di Palermo dove entrambi sono stati arrestati lunedì scorso.

L’ipotesi investigativa è che il capomafia, il giorno del blitz, sia andato in auto dal suo covo in vicolo San Vito a casa di Luppino – che vive a poca distanza dal luogo in cui la Giulietta è stata scoperta – e che insieme all’autista poi si sia diretto alla casa di cura per le terapie. 
   

 Intanto proseguono le perquisizioni a tappeto a Campobello di Mazara e non solo da parte delle forze dell’ordine, nell’ambito delle indagini sulla cattura del boss.

Sono stati controllati l’abitazione di un legale, l’avvocato Antonio Messina, che si trova in via Selinunte, di fronte la casa di Salvatore Messina Denaro, fratello del boss, già perquisita lunedì scorso.


   Controllatri anche l’abitazione estiva del legale a Torretta Granitola, sul litorale di Mazara del Vallo, nei pressi della sede dello Ias Cnr e un altro immobile in via Galileo Galilei a Campobello di Mazara. 

Sul fronte della rete di protezione scoperta dagli investigatori, il vero Andrea Bonafede avrebbe ceduto la sua identità al boss Matteo Messina Denaro “per paura” secondo quanto affermato in una intervista al Corriere della Sera dalla compagna di Bonafede sostenendo che che “Tutti l’avremmo fatto per paura”. La dona, Rosa Leone ha spiegato di essere da 11 anni la compagna di Andrea Bonafede, uomo di cui il boss Messina Denaro aveva acquisito l’identità. “Adesso però l’ho lasciato” ha rivelato.

La donna a cui gli inquirenti avrebbero sequestrato il cellulare avrebbe anche aggiunto nell’intervista che l’ex compagno si conosceva da tanti anni con Matteo Messina Denaro. Addirittura sin da quando erano adolescenti. Ma di non aver saputo nulla dello scambio di identità fino alla cattura, nemmeno della casa.

 

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