Carini, chiesti 150 anni di carcere per 16 imputati accusati di gestire lo spaccio di droga

Il Pubblico Ministero Giorgia Spiri ha chiesto oltre 150 anni di carcere per 16 imputati che sarebbero i componenti di tre gruppi criminali dediti alla gestione dello spaccio di droga nel territorio del golfo di Carini. 

Il procedimento con il rito abbreviato si sta celebrando davanti al Gup Nicola Aiello. 

Queste le richieste: 26 anni e 8 mesi per Andrea Giambanco, carinese di 56 anni; 16 anni e 8 mesi per il carinese Roberto Mannino, 32 anni; 10 anni e 8 mesi per il carinese Isidoro Mannino, 56 anni; 8 anni per la palermitana Valentina Mannino, 30 anni; 4 anni e 9 mesi per la carinese Maria Cristina Guercio, 52 anni; 8 anni per il carinese Giuseppe Anile, 38 anni; 8 anni per il carinese Gaspare Impastato, 36 anni; 11 anni e 4 mesi per il palermitano Seam D’Angelo, 44 anni; 8 anni per il carinese Vito Cottone, 33 anni; 8 anni per la carinese Rosalia Russo, 40 anni; 8 anni per il carinese Vito Giambanco, 35 anni; 6 anni e 8 mesi per il carinese Giovanni Failla, 48 anni; 6 anni di reclusione per il carinese Michele Cucuzza, 30 anni; 10 anni di reclusione per il palermitano Piero Castrofilippo, 28 anni; 7 anni e 9 mesi il carinese Maurizio Di Stefano 45 anni, 4 anni per la carinese Nadia De Luca, 40 anni.

L’indagine è partita dopo l’uccisione e il ferimento di due cavalli appartenenti ad alcuni componenti dell’organizzazione. Ad emergere il fatto che il cavallo ferito fu portato da un veterinario di Carini che però, intimorito dai proprietari degli animali, non informò mai le forze di polizia del ferimento dell’equino con un’arma da sparo. 

Secondo la procura questo episodio mise in risalto “il tipico atteggiamento intimidatorio che contraddistingue gli appartenenti ad un sodalizio criminale”. 

Per l’accusa questi episodi erano ritorsioni nate tra i tre gruppi per il controllo delle aree in cui spacciare lo stupefacente. I gravi indizi di colpevolezza si fondano principalmente sugli esiti dell’attività tecnica operata, consistente nella predisposizione di diversi servizi di videosorveglianza, nell’intercettazione telefonica ed ambientale effettuata sulle utenze in uso ai sodali ed all’interno dei luoghi frequentati dei soggetti coinvolti nell’associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico.

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