Caro bollette, la valle Jato si mobilita ed avanza proposte ai governi nazionale e regionale

Sul piede di guerra i commercianti dei comuni della valle jato contro il caro bollette che sta mettendo in ginocchio anche attività storiche del paese. Ieri sera, istituzioni, famiglie, imprenditori e negozianti si sono confrontati nel corso di una seduta straordinaria aperta del  Consiglio Comunale di San Cipirello convocata dalla Presidente Maria Novella Termini con all’ordine del giorno l’aumento dei costi delle fonti energetiche e le difficoltà economiche che ne conseguono. L’incontro è stato ampiamente partecipato anche da amministratori locali dei comuni limitrofi, quali Corleone, Camporeale, Roccamena, Piana degli Albanesi e Santa Cristina Gela, nonché dai rappresentanti territoriali delle organizzazioni sindacali i quali hanno condiviso il documento sottoscritto al termine della seduta del massimo consesso civico, convergendo sul fatto che “le iniziative del governo non  appaiono fortemente incisive, anzi vengono percepite dalle famiglie e dalle aziende, come provvedimenti blandi, rimedi dagli effetti placebo ma certamente non risolutivi o di sostegno come in realtà la popolazione si attende”. Il documento inviato al Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al neo governatore siciliano Renato Schifani, evidenzia che “aziende e famiglie subiscono fortemente gli effetti della guerra in atto tra la Russia e l’Ucraina, con condanna unanime per gli orrori, le sevizie e le torture perpetrate ai danni di un popolo che ha il diritto di esistere e di governarsi, ma non sono pronte a subire gli effetti diretti della speculazione che lo Stato deve arginare e reprimere con ogni mezzo” Da qui una serie di proposte avanzate : “fissare il prezzo del costo dell’energia elettrica erogata a famiglie ed aziende, imporre il divieto del distacco delle utenze per morosità, prolungare l’azzeramento degli oneri generali di sistema almeno al 1° settembre 2023, fissare il prezzo del carburante destinato al riscaldamento degli edifici pubblici  e in particolare delle scuole di ogni ordine e grado, sospendere i tributi locali, Imu e Tari, alle famiglie con reddito inferiore a 16 mila euro con successiva diluizione in 5 anni, nonché copertura finanziaria dello Stato nei confronti degli enti locali per il minor gettito subito; ridurre l’iva sulle utenze fissandola all’aliquota agevolata del 4%; prelievo di solidarietà sugli extra profitti per tutta la durata dell’emergenza delle imprese di vendita di energia da destinare all’abbattimento delle bollette; consumo diretto dell’energia autoprodotta dagli impianti di imprese e cittadini, anche con impianti collocati in siti diversi, ed equivalenza economica tra energia prodotta e consumata. Il documento è stato sottoscritto dal Consiglio Comunale di San Cipirello, dal sindaco Vito Cannella, dal Presidente del massimo consesso civico di Corleone, da Federconsumatori, dalla direzione provinciale della Cna, dall’Acli di San Giuseppe Jato, dalla Uil di San Cipirello, dalla Camera del Lavoro di Partinico, dall’Alfa Cgil Provinciale, da commercianti, artigiani, agricoltori e comuni cittadini. Sulla stessa scia la marcia di protesta in programma domattina contro il “caro vita e il caro bolletta”. Il corteo partirà dal San Cipirello e arriverà a San Giuseppe Jato. A promuovere l’iniziativa è il comitato “Valle dello Jato”. “Sarà una marcia pacifica – fa sapere Gioacchino Lo Giudice, uno dei promotori – a cui parteciperanno adulti e bambini”.  In concomitanza con la manifestazione e per tutta la giornata di domani 18 ottobre, è stata annunciata una serrata da parte delle attività commerciali. I supermercati, tabaccai, negozi, panifici e pizzerie che aderiscono ala protesta resteranno chiusi.     

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