Carini, l’amaro caso della Baronessa: trovato l’atto di battesimo di Laura Lanza

Mentre il mistero avvolge da secoli l’amaro caso della Baronessa di Carini, l’atto di battesimo di Laura Lanza è stato riportato alla luce grazie ai certosini studi che da qualche anno lo scrittore Vito Badalamenti porta avanti insieme ad uno staff di esperti di settore.  Poche sono le fonti documentarie che riguardano Laura Lanza che possono descrivere autenticamente fatti oggettivi e non deduzioni immaginarie. Tra queste l’atto di morte, riportato nei registri di sepoltura della chiesa Madre di Carini del 4 dicembre del 1563 e, “la certezza – afferma Vito Badalamenti –  di quale fosse la Chiesa Madre nell’anno dell’efferato delitto che – sempre secondo le sue ricerche – ospita  i resti di Laura Lanza e Ludovico Vernagallo. Oggi aggiungiamo un nuovo tassello a questo intricato mosaico pubblicando l’atto di battesimo di Laura Lanza, emerso durante una capillare ricerca ancora in corso sul delitto dei due presunti amanti”.

Secondo gli studi di Vito Badalamenti “Laura  nacque a Palermo e venne battezzata il 14 ottobre del 1529, come riporta l’atto della chiesa di S. Giacomo alla Marina, considerata per ordine d’importanza la seconda chiesa della città di Palermo, dopo la Cattedrale. Di questa chiesa, oggi non più esistente, rimane un manoscritto redatto nel 1590 dal Dott. Valerio Rosso, nel quale è riportata una descrizione degli interni. Non è chiaro se don Cesare partecipò al battesimo di sua figlia Laura, questo perché, seppur poco più che ventenne, fu  chiamato a far parte dei contingenti di guerra da Carlo V, impegnato in vari scenari bellici, tra questi l’assedio di Vienna verificatosi tra il 27 settembre ed il 14 ottobre del 1529. Laura fu  tenuta al battesimo da due padrini e una madrina. Il primo ad essere citato è Mastrantonio, ovvero Salvatore Bardi di Mastrantonio, barone di Aci, zio di Laura, in quanto nel 1511 aveva sposato Antonia Lanza figlia di Blasco e di Aloisa Bartolomeo; il secondo personaggio è don Bernardo Riquisens, barone di Pantelleria, gran Cancelliere del Regno, Capitano di Giustizia, Pretore di Palermo, Stratigoto di Messina, Governatore di Castellammare di Palermo e comandante dell’armata navale di Carlo V; infine Antonella Beccadelli di Bologna, appartenente ad una prestigiosa famiglia, i cui membri di sesso maschile occupavano numerosi incarichi di prestigio nella città di Palermo. Seppur la data dell`atto si riferisce al battesimo di Laura, di norma per i canoni del tempo, se non veniva diversamente specificato la data di battesimo coincideva con quella della nascita.  Laura oltre alla sorella di sangue Joanna, battezzata il 10 giugno 1531 nella chiesa di S. Antonio di Palermo, avrà ancora altre quattro sorelle e tre fratelli nati dalla seconda moglie di don Cesare Lanza, Castellana Centelles”.

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