Carini, commemorate le vittime del disastro aereo di Montagna Longa

La notte del 5 Maggio di 50 anni fa, immerso nell’oscurità, un aereo DC-8 di Alitalia attraversò il cielo di Carini. Qualche istante dopo una palla di fuoco si accese sulla cima di Montagna Longa. Ieri i familiari di chi era salito a bordo del volo Alitalia Az 112 proveniente da Roma, che alle 22,20 del 5 maggio 1972 si è schiantato contro il fianco della collina tra Cinisi e Carini, si sono raccolti sul luogo della sciagura aerea per commemorare le 115 vittime che ancora non trovano giustizia. Tra i partecipanti alla commemorazione anche l’assessore Gaetano Armao, vicepresidente della Regione, il sindaco di Carini, Giovi Monteleone, l’Arciprete di Carini don Giacomo Sgroi, volontari di protezione civile, agenti forestali, la presidente dell’Associazione Familiari delle vittime del disastro di Montagna Longa, Debora Gagliardi Noto,  Ninni Valvo e Renato Culmone che nel disastro aereo persero i loro papà. Insieme si sono raccolti attorno alla Croce per portare una preghiera in un luogo dove si respira ancora, dopo 50 anni, lo sgomento della strage sulla quale aleggiano diversi sospetti non chiariti; aspetti controversi legati alla causa di uno dei disastri aerei più gravi su cui è calato un silenzio definitivo che non potrà dare pace ai familiari delle vittime ancora alla ricerca della verità e della giustizia di quello che venne fatto passare per incidente causato da un errore umano per imperizia dei piloti. Recenti studi ribaltano le conclusioni dei giudici del processo del 1984.Per il docente di Aerodinamica e dinamica dei fluidi Rosario Ardito Maretta dell’ateneo palermitano, consulente di parte dei familiari dell’Associazione parenti delle vittime di Montagna Longa, si è trattato di un sabotaggio provocato dallo scoppio di un ordigno «grande quanto un pacchetto di sigarette»  posto nell’incavo dell’ala di destra. 

Il sindaco Monteleone ricorda perfettamente  quella tragica notte del 5 maggio del 1972, quando l’aereo in fiamme sorvolo’ su Carini per andarsi a schiantare a Montagna Longa. Ricorda Il suono delle sirene dei mezzi di soccorso, che con grande difficoltà cercavano la via più breve per avvicinarsi quanto più possibile al luogo dell’incidente. “Noi Carinesi – dice il sindaco Monteleone – siamo rimasti attoniti e colpiti. Abbiamo sentito nei nostri cuori la pietà per le povere vittime, per i familiari, e molti di noi si arrampicarono la mattina dopo in mezzo al fumo, sulla cima della montagna per vedere da vicino il dolore della sciagura”. 

Don Giacomo Sgroi Arciprete di Carini, nel pomeriggio di ieri ha poi celebrato una messa in Chiesa Madre in suffragio delle 115 vittime alla presenza di autorità civili e militari e dei familiari delle vittime che ancora attendono giustizia. 

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