Carini, attesa per la canonizzazione della Beata di Cinisi Maria di Gesù Santocanale

Anche a Carini si attende con gioia la Canonizzazione della beata di Cinisi Maria di Gesù Santocanale.

Un grande telo raffigurante l’immagine della prossima Santa Maria di Gesù Santocanale adorna a festa la facciata della Chiesa Madre di Carini per onorare una donna di Dio, Fondatrice delle Suore Cappuccine dell’Immacolata di Lourdes, modello di carità misericordiosa, di preghiera e di impegno verso i poveri e gli ultimi.

Un gruppo di fedeli, circa 40, guidati dall’Arciprete don Giacomo Sgroi e dalla Superiora Suor Maria Gaudenzia delle Suore Cappuccine dell’Immacolata di Lourdes andrà in pellegrinaggio a Roma per partecipare alla Celebrazione col Rito di Canonizzazione presieduti da Sua Santità Papa Francesco in Piazza San Pietro in Vaticano domenica prossima 15 maggio.


Il gruppo si unirà ai tanti fedeli che dalla nostra diocesi di Monreale si recheranno a Roma per l’evento guidati dall’Arcivescovo mons. Michele Pennisi e dalla Madre Generale Suor Giusy Di Dio. Sarà presente anche una troupe di Tele Occidente che realizzerà un reportage sullo straordinario evento di fede, con interviste alle autorità civili e religiose, ai miracolati, ai pellegrini di Cinisi guidati dall’Arciprete don Antonio Ortoleva e dal sindaco Giangiacomo Palazzolo, di Carini guidati da padre Sgroi, di Partinico con l’Arciprete Mons.Salvatore Salvia e di tutta la Diocesi di Monreale.


PROFILO BIOGRAFICO DELLA BEATA
MADRE MARIA DI GESÙ SANTOCANALE (1852 – 1923)

Madre Maria di Gesù, al secolo Carolina Santocanale, dei baroni della Celsa reale, nasce a Palermo il 2 ottobre 1852. Istruita in casa, dall’età di 15 anni trascorre i mesi estivi a Cinisi, residenza del nonno Paolo Stagno ricco proprietario terriero ed è al capezzale del nonno morente che nel 1872 conosce il Parroco don Mauro Venuti che, per manifesta volontà di Dio, la guiderà alla vita di totale consa¬crazione e l’aiuterà a fondare, nel 1887, con tre compagne, l’Istituto Suore Terziarie Francescane che dedicherà all’Immacolata di Lour¬des. Dopo un anno di formazione, nel 1888, Carolina, divenuta Suor Maria di Gesù, con la bisaccia sulle spalle, assieme alle tre compa¬gne, inizia la questua per aiutare i tanti poveri del paese e nel pome-riggio fa la catechesi a 200 ragazzi che vivono lontani dalla chiesa ma anche dalla scuola. Girando di casa in casa, Suor Maria di Gesù, nota come sei fanciulle, prive della mamma, vagano da una famiglia all’altra in cerca di assistenza e crea per loro l’orfanotrofio; cui, a breve distanza, per richiesta delle famiglie meno abbienti, segue l’educandato. La povertà della gente è grande: Madre Maria di Gesù, sensibile alla sofferenza dei poveri, trasforma un magazzino della grande casa ereditata dai genitori in una “sala mensa” e per dieci armi, offre il piatto caldo a cento poveri riempiendo loro i pentolini che portano vuoti, perché possano sfamare i bambini handicappati, frutto di matrimoni consanguinei, esistenti in ogni famiglia. La cura della Chiesa parrocchiale, con i suoi vari altari, vasi sacri, lini, tovaglie, paramenti è al primo posto; e poiché sa suonare, cura il canto e la liturgia in maniera ineccepibile in tutte le funzioni. Speciale atten¬zione ha per i chierichetti, felice quando alcuni di essi, chiamati al sacerdozio e alla vita religiosa, giungeranno all’ordinazione.
Per le “persone anziane” che vivono sole, ha un debole particolare: nessun vecchietto muore senza che ella non sia al suo capezzale preparandolo a ben morire dopo aver provveduto a fargli ricevere gli ultimi sacramenti. Per permettere alle mamme povere di andare a lavorare – essendo rimaste sole per l’emigrazione dei mariti in Ame¬rica dopo la morte del nonno Paolo Stagno -, ne accoglie i bimbi anche se piccoli, ed apre l’asilo, dal nido alle classi successive, con l’aiuto di una insegnante laica. Pensa pure alle giovani, che stanno in casa senza far nulla: insegna alle sue Suore a ricamare, ed apre la “scuola di lavoro” così le giovani del paese diventano specialiste nel ricamo, nel tombolo e in merletti vari, imparando a guadagnarsi di che vivere sino ad oggi. Non tutto, però, è facile e piano: sorgono forti contrasti col direttore don Mauro cui chiede aiuto per la formulazione di uno Statuto o Direttorio per le Suore; inoltre gli chiede invano il permesso di costruire una chiesetta dentro le mura dell’Istituto e quando il Vescovo gliene concede l’autorizzazione, don Mauro si ritira. È l’ora di Dio: entra in azione Padre Giovanni Ma Schiavo da Palermo cappuccino, il quale in due anni darà alle Suore: Regola, Costituzioni, Ordinazioni; ottiene dal Vescovo di Monreale che riconosca il piccolo Istituto di diritto diocesano (8 dicembre 1909) e dal suo Padre Generale l’aggregazione all’Ordine dei Cap¬puccini. In dodici rifanno l’anno di noviziato e vestono il nuovo abito color marrone proprio dei francescani. Il piccolo Istituto è come una aiuola fiorita, bella, da tutti ammirata; il bene che le Suore fanno al popolo è grande! Ma giunge l’ora della prova: due Suore, uscite da due diversi Istituti ed ammesse per compassione dalla Madre nel proprio, le saranno causa di divisioni e di grandi sofferenze spirituali. Calunnie, maldicenze presso lo stesso nuovo vescovo di Monreale che le manda la Visita Canonica, le chiude il noviziato, la obbliga ad aprire nuove Case fuori Cinisi nonché a fare l’atto di vendita della grande casa a quattro Suore. La Madre, che con grandi sacrifici ha fatto fronte alle ristrettezze della guerra del ’15/’18; che ha subito due interventi di cataratta alla morte di ciascun genitore e l’asportazione di una mammella per fibroadenomi, la sera del 27 gennaio 1923 – dopo una gior¬nata d’intenso lavoro -, muore d’infarto: sono le ore 23.30. Unico il grido della gente che nottetempo accorre al suono delle campane: è morta una santa! La Madre ha 70 anni, 3 mesi e 25 giorni.
Il suo corpo viene riesumato e trovato intatto dopo 50 anni dalla morte, nel 1973. Madre Maria di Gesù viene dichiarata venerabile il 1° giugno 2000. A Cinisi è conosciuta come la “Signora Madre” perché l’avevano chiamata “la signora” quando il nonno felice la ospitava giovane per le ferie nel suo palazzo; vi avevano aggiunto l’appellativo di “madre” quando si era fatta povera ed era divenuta la madre di tutti.

È stata Beatificata nella Cattedrale di Monreale domenica 12 giugno 2016.

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