Cinisi, venti di crisi nella maggioranza del sindaco Palazzolo


Venti di crisi al comune di Cinisi. Nell’ultima  seduta consiliare si è registrata infatti qualche defezione e qualche affermazione di troppo che darebbe adito ad un imminente rimpasto in giunta. Dopo l’approvazione unanime del progetto per la realizzazione di un nuovo asse viario, i Consiglieri hanno discusso alcuni debiti fuori bilancio che ha riconosciuto la sola maggioranza. Uno in particolare di 154 mila euro che riguardava l’Ipab opera Pia del collegio di Maria che, nel 2017 ospitava minori immigrati e che al comune è già costato un pignoramento, ha animato il dibattito.

I consiglieri comunali Salvatore Anania e Gaetano Randazzo hanno rammentato alcuni fatti relativi alla vicenda come  la presa di posizione del sindaco Giangiacomo Palazzolo contro la presunta presenza di maggiorenni nel centro di accoglienza che avrebbe fatto solo business o, l’increscioso striscione di Forza Nuova apparso in piazza,  strumentalizzando la vicenda. Fin qui tutto nella norma. Ma a scaldare gli animi è stato l’attacco che il Consigliere Comunale di maggioranza Salvatore Anania ha sferrato contro l’amministrazione comunale sostenendo che le “manie di protagonismo a discapito della collettività che causano un aumento della spesa pubblica sono responsabilità politiche che la giunta  si deve assumere”.
Il primo cittadino sentendosi preso di mira non ha tardato a reagire affermando di non permettere a nessun consigliere comunale di dire di “aver fatto teatro”  su questa vicenda e che valuterà “l’atteggiamento politico in relazione alla prospettiva futura della maggioranza”.

Parole  dure e precise che lasciano presagire un imminente rimpasto di giunta e una verifica di maggioranza all’interno dell’aula consiliare.

Secondo alcune indiscrezioni non solo Salvatore Anania ma anche Pino Manzella sarebbe in procinto di abbandonare la maggioranza ed una loro fuoriuscita porterebbe al pareggio i numeri in aula. A meno che il sindaco Palazzolo non si stia spianando il terreno di allargare la sua coalizione a qualche consigliere di opposizione pronto a saltare il fosso, come già avvenuto in passato con l’abbandono di Leo Biundo e Mimmo Scrivano, ben presto rimpiazzati con gli attuali presunti dissidenti. 

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