Carini, la Randazzo srl interviene sulla vicenda giudiziaria che l’ha coinvolta

 “La società Randazzo s.r.l. di Carini, consapevole della legalità del proprio operato lungo il corso della sua trentennale attività, è certa che potrà chiarire all’Autorità Giudiziaria la vicenda che la vede ingiustamente coinvolta”.  A scriverlo in una nota è l’amministratore legale della ditta di spedizioni che opera nell’area industriale di Carini, Salvatore Randazzo, in riferimento all’operazione della guardia di Finanza che, vede indagati i titolari  destinatari di un sequestro preventivo da un milione di euro, ed altre tre persone per reati tributari ed emissioni di fatture false.  “La Società Randazzo s.r.l – prosegue la nota – confida nell’operato delle istituzioni ed ha già provveduto ad avviare un canale di comunicazione con gli inquirenti per sgomberare ogni dubbio di illiceità dei fatti contestati, continuando ad operare sul mercato,  fiera della propria reputazione”. Le indagini dei militari del nucleo di polizia economico – finanziaria di Palermo sono scattate dopo una verifica fiscale eseguita nei confronti della società che,  negli anni 2015 e 2016 avrebbe utilizzato fatture false per oltre 5 milioni di euro. Nel corso dell’ispezione fiscale  sono stati approfonditi i rapporti intercorsi con la cooperativa Futura Trasporti, cessata nel 2017 a cui erano stati esternalizzati i servizi di ritiro, trasporto e consegna pacchi per conto terzi. Secondo quanto accertato dai finanzieri sarebbe emerso che con la cooperativa sarebbero stati stipulati contratti di appalto simulati per giustificare le prestazioni fornite da lavoratori che di fatto erano veri e propri dipendenti della società di trasporti. Nonostante i dipendenti fossero della cooperativa la gestione “effettiva” del personale, della logistica e dei mezzi tecnici era tutta demandata all’impresa di trasporti. Un meccanismo che, secondo la Guardia di Finanza, avrebbe consentito all’azienda di abbattere il reddito imponibile,   attraverso la contabilizzazione da parte di quest’ultima di costi fittizi e l’indebita detrazione dell’Iva, concentrando sulla cooperativa tutti gli obblighi contributivi, previdenziali e assistenziali gravanti sul datore di lavoro. I due amministratori Giovanni e Salvatore Randazzo  tra il 2015 e il 2016 sono stati denunciati con l’accusa di dichiarazione fraudolenta attraverso l’ utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.  La Randazzo srl, secondo la nota inoltrata dall’amministratore delegato, si dice certa della trasparenza del proprio operato e di riuscire a fugare ogni dubbio sulla vicenda giudiziaria che “la vede ingiustamente coinvolta”.

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