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Droga, ”Pandora”, 31 arresti. Droga lavorata in macelleria

Lo spaccio avveniva a casa ma anche su piazza e tra le basi operative c’era pure una macelleria. E’ uno dei retroscena dell’operazione antidroga ‘Pandora’ dei carabinieri di Palermo che hanno dato esecuzione a 31 misure cautelari (8 in carcere e 23 agli arresti domiciliari) per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e spaccio di sostanze stupefacenti. L’indagine dei militari della Compagnia di Palermo San Lorenzo, scattata nel 2019 e andata avanti per due anni, ha fatto luce su tre gruppi criminali, strettamente interconnessi e dediti al traffico di sostanze stupefacenti, che si sarebbero riforniti nel quartiere Ballarò per poi smerciare le sostanze stupefacenti principalmente nelle zone di Partanna Mondello, Borgo Nuovo e San Giovanni Apostolo (ex Cep), con ramificazioni anche nei quartieri più centrali della città. Gli indagati avrebbero utilizzato i rispettivi appartamenti per effettuare le cessioni al dettaglio e pusher per estendere l’attività di vendita anche in strada. Un gruppo avrebbe adottato un metodo ‘itinerante’ di contatto e vendita all’ingrosso sull’intero territorio palermitano, in particolare nel centro città, nonché in favore di spacciatori provenienti da altre province. ​Le riunioni per decidere le strategie dell’organizzazione e per lo stoccaggio e la lavorazione della droga avvenivano in magazzini, appartamenti ed esercizi commerciali. In particolare, in una macelleria riconducibile a uno degli arrestati, spiegano gli investigatori dell’Arma, “anche tramite i macchinari utilizzati nella quotidianità per la lavorazione e il commercio dei prodotti di origine animale, sarebbero state smistate grosse quantità di droga”. ​

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